Digital Marketing Manager .org – Export Italia: -22,7% verso il Medio Oriente. Persi 2,2 Miliardi € tra Marzo e Giugno 2026

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Export Italia-Medio Oriente 2026: crollo del 22,7%, persi oltre 2,2 miliardi di euro

L’export italiano verso il Medio Oriente registra un forte calo nel 2026. Tra marzo e giugno le esportazioni del Made in Italy nell’area sono diminuite di circa 2,2 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo del 2025, con una flessione del 22,7% su base annua.

Un dato particolarmente significativo considerando il peso del Medio Oriente per le imprese italiane: negli ultimi dodici mesi terminanti a giugno 2026, il valore complessivo delle esportazioni italiane verso questi mercati ammonta infatti a circa 26,4 miliardi di euro.

L’Italia è inoltre il Paese dell’Unione europea che, in valore assoluto, ha subito la maggiore perdita di esportazioni verso l’area mediorientale nei primi quattro mesi della crisi del Golfo.

L’Italia rappresenta il 46,1% del calo dell’export europeo

Tra marzo e giugno 2026 l’Unione europea ha registrato complessivamente 4,7 miliardi di euro di minori esportazioni verso il Medio Oriente, equivalenti a una contrazione dell’8,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

La perdita italiana, pari più precisamente a circa 2,162 miliardi di euro, rappresenta da sola il 46,1% dell’intero calo registrato dall’UE.

Il confronto mette in evidenza quanto l’Italia sia stata maggiormente esposta alla contrazione degli scambi commerciali nell’area: il -22,7% italiano risulta infatti circa 14 punti percentuali peggiore rispetto al -8,7% medio dell’Unione europea.

Tra le principali economie europee, dopo l’Italia troviamo:

  • Spagna: 802 milioni di euro di export in meno, pari al -23,9%;
  • Germania: 640 milioni in meno, pari al -5,8%;
  • Belgio: 348 milioni in meno, pari al -8,2%;
  • Svezia: 256 milioni in meno, pari al -21,8%;
  • Paesi Bassi: 241 milioni in meno, pari al -3,9%;
  • Francia: sostanzialmente stabile, con un aumento dello 0,3% e circa 17 milioni di euro di esportazioni aggiuntive.

Export italiano: Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Qatar tra i mercati più colpiti

La contrazione dell’export italiano non è stata uniforme nei diversi mercati del Medio Oriente.

Tra marzo e giugno 2026, la perdita maggiore in valore riguarda gli Emirati Arabi Uniti, uno dei principali mercati di destinazione del Made in Italy nella regione.

Le esportazioni italiane verso gli Emirati sono diminuite di 879 milioni di euro, con un calo del 27,3%.

Ancora più marcate, in termini percentuali, le flessioni registrate in altri Paesi dell’area:

  • Kuwait: -649 milioni di euro, pari al -73,6%;
  • Qatar: -345 milioni, -52,2%;
  • Iraq: -129 milioni, -40,7%;
  • Iran: -70 milioni, -52,6%;
  • Bahrain: -55 milioni, -51,2%.

Sono numeri che mostrano quanto la crisi abbia inciso sui flussi commerciali verso alcuni mercati tradizionalmente interessanti per i prodotti italiani ad alto valore aggiunto.

Moda, macchinari, mobili e gioielleria: i settori italiani più colpiti

La riduzione delle esportazioni verso il Medio Oriente interessa in modo particolare alcuni dei comparti più rappresentativi del Made in Italy.

Particolarmente esposti sono i settori manifatturieri caratterizzati da un’elevata presenza di micro e piccole imprese, come alimentare, moda, legno e arredo, prodotti in metallo, gioielleria e occhialeria.

Nel complesso, questi comparti generano circa 7,7 miliardi di euro di esportazioni verso il Medio Oriente, equivalenti a circa il 29,2% dell’intero export italiano nell’area.

Durante i quattro mesi considerati, le loro vendite sono diminuite complessivamente del 17,3%.

Moda: export in calo del 33,7%

Tra i settori maggiormente penalizzati troviamo la moda italiana, con una contrazione complessiva dell’export del 33,7%.

Ancora più evidente la crisi della pelletteria e dei prodotti in pelle, le cui esportazioni verso il Medio Oriente hanno registrato una flessione del 44,1%.

Si tratta di un dato particolarmente rilevante per l’Italia, vista la presenza nelle filiere della moda e del lusso di numerose aziende artigiane, PMI e distretti produttivi specializzati.

Macchinari: vendite in diminuzione del 18,6%

Anche il settore dei macchinari, che rappresenta una delle principali categorie merceologiche esportate dall’Italia verso i Paesi mediorientali, registra una sensibile contrazione.

Tra marzo e giugno 2026 le vendite sono diminuite del 18,6%.

In calo anche mobili, gioielleria e alimentare

La riduzione delle esportazioni coinvolge inoltre:

  • mobili: -14,4%;
  • altre manifatture, prevalentemente gioielleria: -14,9%;
  • prodotti alimentari: -7,7%.

In controtendenza si trovano invece i prodotti in metallo, che registrano una crescita dell’export verso l’area del 2,3%.

Le regioni italiane più penalizzate

L’impatto della contrazione dell’export verso il Medio Oriente emerge anche analizzando il territorio italiano.

Sulla base dei dati relativi all’export manifatturiero del primo trimestre 2026, tra le principali regioni esportatrici il calo più marcato riguarda il Veneto, con una diminuzione del 26,3% rispetto all’anno precedente.

Seguono:

  • Emilia-Romagna: -12,9%;
  • Lombardia: -9,1%;
  • Toscana: -3,0%.

Il Piemonte si muove invece in controtendenza con un incremento del 14,5%, risultato influenzato dalle esportazioni di aeromobili. Depurando il dato da questo settore, anche l’export piemontese verso il Medio Oriente mostrerebbe una flessione.

Le province dove l’export verso il Medio Oriente cala di più

Tra le principali province esportatrici italiane, nel primo trimestre del 2026 la diminuzione più importante viene registrata da Bergamo, con un calo del 27,5%.

Seguono:

  • Vicenza: -25,9%;
  • Modena: -19,1%;
  • Bologna: -16,5%;
  • Brescia: -16,2%;
  • Milano: -15,5%;
  • Firenze: -6,5%;
  • Arezzo: -2,4%.

Torino e Varese mostrano invece risultati positivi, sostenuti soprattutto dalle vendite di aeromobili.

Un calo in controtendenza rispetto all’export italiano complessivo

Il dato sul Medio Oriente risulta ancora più significativo se confrontato con l’andamento generale del commercio estero italiano.

Secondo l’ISTAT, nel primo semestre 2026 le esportazioni italiane complessive sono cresciute del 4,5% in valore rispetto allo stesso periodo del 2025.

Nel solo giugno 2026 l’export nazionale è aumentato del 9,8% su base annua, mentre nel secondo trimestre la crescita rispetto ai tre mesi precedenti è stata del 2,2%.

La dinamica verso i mercati extra UE è risultata tuttavia meno favorevole: a giugno le esportazioni extra UE hanno registrato una diminuzione congiunturale, mentre le tensioni geopolitiche hanno avuto un impatto particolarmente evidente sui rapporti commerciali con il Medio Oriente.

Il -22,7% registrato dall’Italia tra marzo e giugno verso l’area mediorientale rappresenta quindi un fenomeno specifico e molto più accentuato rispetto all’andamento generale dell’export nazionale.

Medio Oriente, un mercato strategico per il Made in Italy

Con circa 26,4 miliardi di euro di esportazioni italiane negli ultimi dodici mesi a giugno 2026, il Medio Oriente rimane un mercato di grande importanza per numerose filiere produttive italiane.

Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Kuwait e gli altri mercati della regione rappresentano sbocchi importanti soprattutto per macchinari, moda, arredamento, alimentare, gioielleria, pelletteria e produzioni manifatturiere ad alto valore aggiunto.

La perdita di oltre 2,2 miliardi di euro di export in appena quattro mesi evidenzia pertanto non soltanto gli effetti immediati delle tensioni geopolitiche, ma anche la vulnerabilità delle imprese maggiormente dipendenti da specifiche aree geografiche.

Per le aziende italiane, soprattutto PMI e imprese artigiane, la diversificazione dei mercati di destinazione, il rafforzamento della presenza internazionale e la ricerca di nuovi sbocchi commerciali diventano quindi elementi sempre più importanti per ridurre i rischi e sostenere la competitività del Made in Italy sui mercati globali.

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