Digital Marketing Manager .org – 36,2% degli italiani aiuta le persone anziane, ma il restante 63,8% pensa solo a se stesso (anno 2024)

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Aiuti agli anziani in Italia 2024: il 36,2% offre sostegno

Gli aiuti agli anziani in Italia 2024 fanno parte di una rete di solidarietà informale sempre più importante. Il 36,2% delle persone con almeno 18 anni offre almeno un tipo di aiuto gratuito a persone con cui non vive.

La percentuale è aumentata fortemente nel tempo. Nel 1998 era pari al 22,8%, anche se il confronto omogeneo con il passato porta il dato 2024 al 32,4%, perché alcune nuove forme di sostegno non venivano rilevate allora.

Il dato del 36,2% non significa però che il restante 63,8% degli italiani “pensi soltanto a se stesso”. La statistica misura gli aiuti forniti a persone non coabitanti e comprende specifiche forme di sostegno. Una persona può, per esempio, assistere quotidianamente un familiare che vive nella stessa casa senza rientrare in quella percentuale.

L’importanza delle reti familiari emerge soprattutto tra gli anziani soli. Tra le persone di 75 anni e più che vivono da sole, il 43,3% riceve aiuti informali.

Aiuti agli anziani in Italia 2024: il 36,2% degli adulti aiuta qualcuno

Nel 2024 il 36,2% degli italiani maggiorenni presta almeno un tipo di aiuto a persone non conviventi.

In termini assoluti, si tratta di circa 18 milioni di persone.

Alla fine degli anni Novanta erano poco più di 10,5 milioni.

La solidarietà informale è quindi aumentata sensibilmente.

Inoltre, ogni persona che offre sostegno presta mediamente 1,9 tipi di aiuto.

Nel 1998 la media era di 1,7.

Dal 22,8% del 1998 al 36,2% del 2024

Il confronto storico mostra una crescita importante delle reti di sostegno.

Nel 1998 la quota di maggiorenni che aiutava persone non coabitanti era del 22,8%.

Nel 2024 raggiunge il 36,2%.

Tuttavia, il confronto richiede una precisazione. Alcune categorie oggi rilevate, come il supporto digitale e determinati aiuti materiali, non erano comprese nella rilevazione del 1998.

Escludendo queste nuove categorie, il valore comparabile del 2024 è pari al 32,4%.

Anche utilizzando questo dato, la crescita rispetto al passato rimane evidente.

Il restante 63,8% non è necessariamente egoista

Il titolo dell’infografica utilizza una provocazione efficace, ma il dato va interpretato correttamente.

Non possiamo concludere che il 63,8% degli adulti italiani pensi soltanto a se stesso.

La percentuale del 36,2% riguarda infatti chi dichiara almeno una specifica forma di aiuto gratuito verso una persona che non vive nella stessa abitazione.

Sono quindi escluse da questo indicatore molte situazioni.

Per esempio, una persona può assistere ogni giorno un genitore anziano convivente. Oppure può occuparsi del coniuge con problemi di salute.

Questi comportamenti di cura non devono essere confusi con l’assenza di solidarietà.

Caregiver in Italia: sono 12,3 milioni

Allargando l’analisi anche alle persone curate all’interno della stessa abitazione, il fenomeno diventa ancora più ampio.

I caregiver rappresentano il 24,9% delle persone di almeno 18 anni.

In termini assoluti sono circa 12,3 milioni.

Con caregiver si intendono le persone che prestano lavoro di cura a conviventi oppure a persone che abitano altrove.

Il dato conferma quindi il peso enorme dell’assistenza informale all’interno della società italiana.

Famiglie e reti personali svolgono un ruolo fondamentale nel sostegno agli anziani, alle persone con problemi di salute e a chi attraversa momenti di difficoltà.

Anziani soli: il 43,3% riceve aiuto

Uno dei dati più importanti riguarda gli anziani di 75 anni e più che vivono soli.

In questa fascia, il 43,3% riceve almeno un aiuto da persone non conviventi.

Quasi un anziano solo su due può quindi contare su una forma di sostegno informale.

Il dato assume particolare importanza in un Paese che continua a invecchiare.

Nel 1998 le persone di almeno 75 anni rappresentavano il 7,3% della popolazione.

Nel 2024 sono arrivate al 12,6%.

Di conseguenza, cresce anche il numero di persone che possono avere bisogno di assistenza.

L’Italia invecchia e aumenta il bisogno di assistenza

L’invecchiamento demografico modifica profondamente le reti familiari.

Ci sono più anziani e, contemporaneamente, meno giovani nelle famiglie.

Questo fenomeno crea una rete di sostegno sempre più lunga tra le generazioni.

Figli adulti possono trovarsi ad assistere genitori molto anziani. Allo stesso tempo, possono avere ancora figli da sostenere.

Per questo motivo, gli aiuti agli anziani in Italia diventano una questione non soltanto familiare, ma anche sociale ed economica.

La disponibilità di assistenza domiciliare e servizi territoriali diventa sempre più importante.

Qual è l’aiuto più diffuso in Italia

Tra chi offre sostegno, una delle forme più importanti è la compagnia e l’accompagnamento.

Questa categoria comprende anche l’ospitalità.

Tra le persone che prestano aiuto, il 29,8% offre questo tipo di sostegno.

Il dato dimostra che aiutare non significa necessariamente fornire denaro.

Accompagnare una persona anziana a una visita, trascorrere del tempo insieme oppure aiutarla negli spostamenti può avere un grande valore.

In una società con molti anziani soli, anche la compagnia assume quindi una funzione importante.

Supporto digitale al 23,8%

Una nuova forma di solidarietà riguarda il supporto digitale.

Tra le persone che prestano almeno un aiuto, il 23,8% sostiene qualcuno nell’utilizzo di internet e degli strumenti tecnologici.

Sul totale della popolazione adulta, la quota corrisponde a circa l’8,6%.

Il dato mostra come la digitalizzazione abbia creato nuovi bisogni.

Prenotazioni sanitarie, servizi pubblici, pagamenti e pratiche amministrative sono sempre più spesso disponibili online.

Per una persona anziana con scarse competenze digitali, l’aiuto di un familiare può quindi diventare indispensabile.

I giovani aiutano gli anziani con il digitale

Il contributo dei giovani risulta particolarmente evidente proprio sul fronte tecnologico.

Tra i 18-24enni che offrono almeno un aiuto, il 40,1% fornisce supporto digitale.

Considerando tutti i giovani della stessa fascia di età, la quota arriva al 18%.

Smartphone, applicazioni e servizi online fanno parte della quotidianità delle nuove generazioni.

Queste competenze possono quindi diventare uno strumento concreto per aiutare genitori, nonni e altre persone meno abituate alla tecnologia.

Il digitale crea così una nuova forma di solidarietà intergenerazionale.

Il 41,6% dei giovani tra 18 e 24 anni offre aiuto

Un altro dato interessante riguarda la partecipazione dei più giovani.

Tra le persone di 18-24 anni, la quota di chi offre aiuto raggiunge il 41,6%.

Rispetto al passato, la percentuale è raddoppiata.

Anche nella fascia successiva, fino a 35 anni, la propensione all’aiuto raggiunge il 36,6%.

Questi numeri smentiscono l’idea di generazioni più giovani completamente disinteressate agli altri.

Cambiano però le forme di sostegno.

In particolare, aumenta il ruolo delle competenze digitali.

Ogni persona aiuta mediamente 1,3 destinatari

Chi fa parte delle reti di solidarietà non aiuta necessariamente una sola persona.

Ogni individuo che presta sostegno raggiunge mediamente 1,3 destinatari.

I familiari più stretti rimangono al centro della rete.

Il 18,9% indica la madre tra i destinatari degli aiuti.

Il 9,8% aiuta invece il padre.

Questo dato mostra il peso crescente dell’assistenza dei figli adulti verso i genitori anziani.

Con l’aumento della longevità, questa relazione può durare molti anni.

Aiutare la madre è più frequente

La madre rappresenta il destinatario più frequentemente indicato.

La percentuale è pari al 18,9%.

Per il padre il dato si ferma al 9,8%.

Una delle ragioni può essere collegata alla maggiore longevità femminile.

Le donne vivono mediamente più a lungo e, nelle fasce di età elevate, sono più numerose degli uomini.

Inoltre, aumenta la possibilità che una donna anziana viva da sola dopo la perdita del partner.

Di conseguenza, il sostegno dei figli e degli altri familiari assume un peso particolarmente importante.

Il 65,4% aiuta in autonomia

La maggioranza di chi presta sostegno lo fa autonomamente.

La percentuale raggiunge il 65,4%.

Quasi due persone su tre, quindi, svolgono queste attività senza condividerle stabilmente con altri.

Un ulteriore 24,1% presta invece aiuto insieme ad altre persone.

Soltanto l’8,2% opera all’interno di un’attività di volontariato.

Questi dati mostrano come la maggioranza della solidarietà italiana avvenga fuori dalle organizzazioni strutturate.

Volontariato all’8,2%

Il volontariato organizzato rappresenta l’8,2% tra le modalità con cui viene prestato aiuto.

La percentuale è importante, ma decisamente inferiore rispetto agli aiuti informali.

La maggior parte del sostegno passa infatti attraverso familiari, amici e vicini.

Questo significa che una parte enorme dell’assistenza quotidiana rimane poco visibile.

Non produce necessariamente un pagamento e non entra direttamente nelle normali statistiche economiche.

Tuttavia, senza questa rete molte famiglie dovrebbero acquistare servizi professionali oppure rivolgersi maggiormente al sistema pubblico.

Cinque milioni di famiglie ricevono aiuti

Nel 2024 le famiglie che ricevono almeno una forma di sostegno da persone non conviventi sono circa 5 milioni.

Rappresentano il 18,6% delle famiglie.

Nel 1998 erano poco più di 3 milioni.

Anche dal lato dei beneficiari, quindi, le reti informali sono diventate più estese.

Escludendo le nuove categorie di aiuto introdotte nel tempo, la quota comparabile passa dal 15% del 1998 al 16,8% del 2024.

Considerando tutte le forme di aiuto oggi rilevate, raggiunge invece il 18,6%.

Gli aiuti ricevuti aumentano

Ogni famiglia beneficiaria riceve mediamente 1,7 forme di aiuto.

Nel 1998 la media era di 1,6.

La crescita è contenuta, ma conferma l’ampliamento della rete.

Inoltre, cambiano le esigenze delle famiglie.

Crescono la compagnia e l’accompagnamento.

Aumentano anche il supporto per pratiche burocratiche e l’assistenza agli adulti.

Al contrario, diminuisce il peso dell’assistenza ai bambini rispetto al passato.

Questo cambiamento riflette anche l’invecchiamento della popolazione.

Compagnia e accompagnamento in forte crescita

Tra il 1998 e il 2024 aumenta in modo significativo la quota di persone che offre compagnia, accompagnamento o ospitalità.

Il valore passa dal 6,3% al 10,8% della popolazione considerata nel confronto storico.

È una delle crescite più evidenti.

La compagnia è particolarmente importante per chi vive solo.

Per una persona anziana, essere accompagnata a fare la spesa o a una visita medica può rappresentare un aiuto concreto.

Allo stesso tempo, la relazione sociale contribuisce a contrastare l’isolamento.

Crescono gli aiuti domestici

Anche le attività domestiche aumentano.

La quota passa dal 5,1% al 7,8%.

Pulizie, preparazione dei pasti e piccole attività quotidiane possono diventare difficili con l’avanzare dell’età.

Per questo motivo, familiari e conoscenti possono intervenire per permettere alla persona di continuare a vivere nella propria abitazione.

Il sostegno domestico è quindi strettamente collegato all’autonomia degli anziani.

Aiuto economico dal 3,5% al 6%

Aumenta anche il sostegno economico.

La quota delle persone che offre questo tipo di aiuto passa dal 3,5% al 6%.

Le famiglie possono sostenere parenti in difficoltà attraverso trasferimenti di denaro oppure pagando determinate spese.

L’aiuto economico può essere importante per persone anziane con redditi limitati.

Tuttavia, può riguardare anche figli adulti, amici e altri familiari.

Le reti di solidarietà funzionano quindi in più direzioni.

Pratiche burocratiche: aiuti in aumento

Le pratiche amministrative rappresentano un’altra area importante.

La quota di chi fornisce questo sostegno passa dal 5,2% al 6,8%.

Per gli anziani, gestire procedure online può diventare particolarmente complesso.

SPID, servizi sanitari digitali e procedure telematiche richiedono infatti competenze che non tutte le persone possiedono.

Di conseguenza, familiari e conoscenti diventano spesso intermediari indispensabili.

La digitalizzazione dei servizi aumenta quindi anche il bisogno di assistenza informale.

L’istruzione aumenta la propensione ad aiutare

La disponibilità ad aiutare varia anche in base al livello di istruzione.

Tra i laureati raggiunge il 51,6%.

Tra i diplomati scende al 40%.

Tra chi possiede un titolo di studio inferiore si ferma al 25,2%.

Anche il numero medio di aiuti aumenta con l’istruzione.

I laureati prestano mediamente 2,2 tipi di sostegno.

Il livello di istruzione appare quindi collegato sia alla probabilità di aiutare sia alla varietà delle attività svolte.

Laureati più attivi nel supporto digitale

La differenza è particolarmente evidente nel supporto digitale.

Tra le persone più istruite, il 37,7% di chi presta aiuto interviene anche sul fronte tecnologico.

La distanza rispetto ai livelli di istruzione più bassi supera 30 punti percentuali.

Anche le pratiche burocratiche mostrano una forte differenza.

Questo dimostra che possedere determinate competenze permette di trasferirle alle persone della propria rete familiare e sociale.

Aiuti agli anziani in Italia 2024: tutti i dati principali

I numeri principali degli aiuti agli anziani in Italia 2024 e delle reti di solidarietà sono:

  • Adulti che aiutano persone non conviventi: 36,2%
  • Quota comparabile con il 1998: 32,4%
  • Quota nel 1998: 22,8%
  • Persone che prestano aiuto nel 2024: circa 18 milioni
  • Persone che prestavano aiuto nel 1998: circa 10,5 milioni
  • Numero medio di aiuti prestati: 1,9
  • Compagnia, accompagnamento e ospitalità: 29,8%
  • Supporto digitale tra chi aiuta: 23,8%
  • Destinatari medi per persona: 1,3
  • Aiuto alla madre: 18,9%
  • Aiuto al padre: 9,8%
  • Persone che aiutano autonomamente: 65,4%
  • Aiuto condiviso con altri: 24,1%
  • Volontariato: 8,2%
  • Caregiver adulti: 24,9%
  • Caregiver complessivi: circa 12,3 milioni
  • Famiglie che ricevono aiuti: 18,6%
  • Famiglie beneficiarie: circa 5 milioni
  • Anziani over 75 soli che ricevono aiuto: 43,3%
  • Popolazione di almeno 75 anni nel 1998: 7,3%
  • Popolazione di almeno 75 anni nel 2024: 12,6%

I dati mostrano una rete informale molto più ampia rispetto alla fine degli anni Novanta.

Aiuti agli anziani in Italia: una rete sempre più necessaria

Gli aiuti agli anziani in Italia 2024 diventano sempre più importanti mentre la popolazione continua a invecchiare.

Il 36,2% degli adulti presta almeno un tipo di aiuto gratuito a persone non conviventi, contro il 22,8% rilevato nel 1998.

Circa 18 milioni di maggiorenni partecipano oggi a queste reti.

Inoltre, quasi un anziano su due tra gli over 75 che vivono soli riceve sostegno: la percentuale è del 43,3%.

Compagnia, accompagnamento, attività domestiche, pratiche burocratiche e supporto digitale rappresentano alcune delle forme più diffuse.

Il dato del 63,8% restante, quindi, non può essere interpretato come la percentuale di italiani che “pensa solo a se stessa”. La statistica non misura l’egoismo, ma specifiche forme di aiuto verso persone non coabitanti.

Inoltre, considerando anche il lavoro di cura verso conviventi e non conviventi, i caregiver italiani raggiungono circa 12,3 milioni.

La fotografia del 2024 mostra quindi una società che invecchia, ma anche una rete di solidarietà familiare e informale che negli ultimi decenni si è allargata.

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