Digital Marketing Manager .org – E-Commerce in Europa: il 20% della spesa online è per l’abbigliamento (Settore Moda)

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E-commerce moda in Europa: il 20% della spesa online è per l’abbigliamento

L’e-commerce moda in Europa rappresenta ormai una delle principali categorie dello shopping digitale. Nel 2026 circa il 20% della spesa online nei principali mercati europei è destinato all’abbigliamento.

Il settore continua a crescere, anche se con un ritmo più contenuto rispetto all’intero mercato digitale. Nell’ultimo anno, infatti, le vendite e-commerce complessive in Europa sono aumentate del 5%. Le vendite online di abbigliamento sono cresciute invece del 3%.

La moda resta quindi centrale nell’e-commerce europeo. Tuttavia, cambiano rapidamente piattaforme, abitudini e priorità dei consumatori. Crescono soprattutto l’usato, la ricerca del miglior rapporto qualità-prezzo e l’influenza della Generazione Z.

Inoltre, il Black Friday concentra da solo il 9% delle vendite annuali di abbigliamento online.

E-commerce moda in Europa: abbigliamento al 20% della spesa online

Il dato principale mostra la forza raggiunta dal settore.

Circa un euro ogni cinque speso online nei principali mercati europei è destinato alla moda e all’abbigliamento.

Il comparto rappresenta quindi una delle maggiori categorie dell’e-commerce. In molti mercati europei viene superato soltanto dagli acquisti hi-tech.

La moda mantiene questa posizione nonostante la crescita stia rallentando.

Infatti, mentre l’e-commerce complessivo aumenta del 5%, l’abbigliamento online cresce del 3%.

Il settore non è quindi in crisi. Al contrario, sta entrando in una fase più matura e competitiva.

Oltre 2 milioni di consumatori online analizzati

I dati sull’e-commerce moda in Europa 2026 derivano dall’analisi del comportamento di oltre 2 milioni di consumatori online.

Lo studio prende in considerazione 10 importanti mercati europei:

  • Germania
  • Austria
  • Belgio
  • Spagna
  • Francia
  • Irlanda
  • Italia
  • Paesi Bassi
  • Svizzera
  • Regno Unito

Il campione permette quindi di osservare le abitudini di acquisto in alcuni dei mercati digitali più rilevanti d’Europa.

Dall’analisi emerge un consumatore sempre più attento. Inoltre, la scelta non dipende soltanto dal marchio, ma anche da prezzo, qualità, convenienza e piattaforma utilizzata.

E-commerce europeo in crescita del 5%

Nel complesso, le vendite e-commerce in Europa crescono del 5%.

Lo shopping digitale continua quindi ad aumentare anche dopo la forte espansione registrata negli anni precedenti.

I consumatori europei sono ormai abituati a confrontare prodotti e prezzi attraverso internet. Inoltre, smartphone e applicazioni rendono il processo di acquisto sempre più immediato.

La crescita interessa numerose categorie.

Tuttavia, proprio perché il mercato digitale è diventato più ampio, i diversi settori non avanzano tutti alla stessa velocità.

La moda cresce del 3%, quindi due punti percentuali meno rispetto alla media generale dell’e-commerce.

Vendite online di abbigliamento +3%

Le vendite online di abbigliamento aumentano del 3%.

Si tratta di una crescita positiva, ma inferiore al +5% registrato dall’e-commerce complessivo.

Il dato suggerisce una progressiva maturità della categoria.

Molti consumatori acquistano già abitualmente abbigliamento online. Di conseguenza, per marchi e retailer diventa più difficile crescere semplicemente grazie all’aumento generale degli utenti digitali.

Per conquistare nuovi clienti occorre quindi differenziarsi.

Prezzo, esperienza di acquisto, assortimento, sostenibilità e velocità della consegna diventano fattori sempre più importanti.

Moda online seconda soltanto all’hi-tech in molti mercati

L’abbigliamento rimane uno dei settori più importanti dello shopping digitale europeo.

In molti mercati, infatti, la moda viene superata soltanto dagli acquisti di prodotti hi-tech.

Questo posizionamento conferma quanto il comportamento dei consumatori sia cambiato.

Comprare vestiti attraverso internet non è più un’attività occasionale. Al contrario, rappresenta ormai una parte stabile delle abitudini di acquisto.

Marketplace, siti dei brand e piattaforme specializzate permettono di confrontare migliaia di prodotti in pochi minuti.

Di conseguenza, la competizione si è spostata sempre di più sul digitale.

Zalando, Amazon e Vinted tra i protagonisti

Il mercato dell’e-commerce moda in Europa è sempre più frammentato.

Tra le principali piattaforme troviamo:

Zalando

Amazon

Vinted

Shein

Temu

TikTok Shop

Questi operatori seguono modelli di business molto differenti.

Zalando è fortemente specializzato nella moda. Amazon offre invece un catalogo molto più ampio.

Vinted punta soprattutto sull’abbigliamento di seconda mano. Shein e Temu competono fortemente sul prezzo, mentre TikTok Shop collega shopping, contenuti e social media.

Il consumatore può quindi scegliere tra un numero crescente di alternative.

Cresce la frammentazione dell’e-commerce moda

La competizione non riguarda più soltanto i tradizionali negozi online.

Oggi i brand devono confrontarsi con marketplace, piattaforme second hand, operatori low cost, social commerce e vendita diretta.

Questo rende il percorso di acquisto meno lineare.

Un consumatore può scoprire un prodotto attraverso un social network, confrontarne il prezzo su un marketplace e acquistarlo successivamente dal sito del marchio.

In alternativa, può scegliere lo stesso prodotto usato.

Per questo motivo, essere presenti online non è più sufficiente. I retailer devono riuscire a intercettare il cliente nei diversi momenti del processo di acquisto.

Quasi il 20% della spesa riguarda l’abbigliamento usato

Una delle trasformazioni più importanti riguarda il second hand.

Quasi il 20% della spesa online per l’abbigliamento riguarda prodotti usati.

Il dato mostra come la moda di seconda mano sia uscita definitivamente da una dimensione di nicchia.

Sempre più consumatori acquistano capi già utilizzati per risparmiare. Inoltre, l’usato permette di accedere a prodotti e marchi che, acquistati nuovi, potrebbero avere prezzi più elevati.

Anche la sostenibilità influenza una parte delle decisioni.

Le piattaforme specializzate nella rivendita diventano quindi concorrenti sempre più importanti per i retailer tradizionali.

Vinted e il boom della moda second hand

La crescita delle piattaforme dedicate all’usato rappresenta una delle tendenze centrali dell’e-commerce moda 2026.

Vinted è uno degli esempi più visibili.

Il modello consente ai consumatori di acquistare e vendere direttamente capi già utilizzati.

In questo modo, lo stesso prodotto può entrare più volte nel mercato.

Per i consumatori, il principale vantaggio è spesso economico. Tuttavia, contano anche la possibilità di trovare articoli non più disponibili nei negozi e l’interesse verso modelli di consumo più sostenibili.

Il second hand diventa così una componente strutturale del mercato della moda online.

Generazione Z protagonista degli acquisti online

La fascia compresa tra 18 e 29 anni registra la crescita più forte negli acquisti online di abbigliamento.

I giovani assumono quindi un ruolo centrale nell’evoluzione del settore.

La Generazione Z influenza non soltanto le vendite, ma anche tendenze, piattaforme e modalità con cui vengono scoperti i prodotti.

Social network e creator possono incidere significativamente sulla scelta di un capo o di un marchio.

Inoltre, i consumatori più giovani mostrano una maggiore familiarità con piattaforme second hand e nuovi modelli di shopping digitale.

Per brand e retailer, conquistare questa fascia diventa quindi una priorità.

I consumatori tra 40 e 44 anni spendono di più

I più giovani guidano la crescita. Tuttavia, non sono loro a registrare la maggiore spesa annuale.

La fascia compresa tra 40 e 44 anni presenta infatti alcuni dei livelli di spesa annuale più elevati.

Questa differenza è importante per le strategie di marketing.

I consumatori tra 18 e 29 anni possono rappresentare un motore per trend e crescita futura. Al contrario, la fascia 40-44 anni offre oggi una capacità di spesa particolarmente interessante.

I retailer devono quindi evitare di concentrarsi esclusivamente sui giovanissimi.

Ogni fascia di età può avere esigenze e comportamenti differenti.

Gen Z influenza le tendenze della moda

La Generazione Z esercita un’influenza crescente sull’intero settore.

Le tendenze possono nascere e diffondersi rapidamente attraverso TikTok, Instagram e altre piattaforme social.

Di conseguenza, il confine tra contenuto e shopping diventa sempre meno evidente.

Un video può trasformare rapidamente un capo in un prodotto molto richiesto.

Inoltre, i giovani sono più propensi a muoversi tra marketplace, siti tradizionali e piattaforme dell’usato.

Questa maggiore fluidità costringe i marchi a ripensare le strategie di acquisizione e fidelizzazione.

Black Friday vale il 9% delle vendite annuali

Le promozioni continuano ad avere un peso enorme.

Il Black Friday genera il 9% delle vendite annuali di abbigliamento online in Europa.

In pratica, quasi un decimo delle vendite dell’intero anno viene concentrato intorno a uno dei principali periodi promozionali.

Il dato dimostra quanto il prezzo continui a influenzare le decisioni dei consumatori.

Durante il Black Friday aumenta anche la propensione a provare nuovi marchi.

Per i retailer, quindi, le promozioni non servono soltanto ad aumentare temporaneamente le vendite. Possono diventare anche uno strumento per acquisire nuovi clienti.

Promozioni e sconti restano un motore di crescita

In un mercato più maturo, il rapporto qualità-prezzo acquista maggiore importanza.

I consumatori confrontano più facilmente le offerte e possono passare rapidamente da una piattaforma all’altra.

Di conseguenza, promozioni e sconti continuano a rappresentare un importante motore di crescita.

Tuttavia, competere esclusivamente sul prezzo può diventare rischioso.

I retailer devono trovare un equilibrio tra convenienza, marginalità e valore del marchio.

Inoltre, un cliente conquistato attraverso uno sconto deve essere fidelizzato anche dopo la promozione.

Consumatori più attenti e selettivi

Un altro cambiamento riguarda il comportamento degli acquirenti.

I consumatori europei stanno diventando più attenti e selettivi.

Prima di acquistare possono confrontare prezzi, recensioni, qualità e condizioni di consegna.

Anche il numero di piattaforme disponibili aumenta le possibilità di scelta.

Questo significa che ottenere una visita sul proprio e-commerce non garantisce automaticamente una vendita.

Velocità del sito, descrizioni dei prodotti, fotografie, politica dei resi e reputazione del brand possono influenzare la conversione.

L’esperienza digitale diventa quindi parte integrante del prodotto.

Qualità-prezzo sempre più importante

La convenienza non significa necessariamente scegliere il prodotto meno costoso.

Sempre più consumatori valutano il rapporto qualità-prezzo.

Un capo più caro può essere preferito se viene percepito come migliore, più durevole o maggiormente coerente con le proprie esigenze.

Allo stesso tempo, piattaforme low cost e second hand permettono di ridurre la spesa.

Il mercato si divide quindi tra strategie differenti.

Alcuni consumatori cercano il prezzo minimo. Altri vogliono prodotti premium. Molti cercano invece il miglior equilibrio tra costo e qualità.

Sportswear tra i segmenti più dinamici

Anche lo sportswear emerge come uno dei segmenti più dinamici della moda online.

Il 71% dei brand sportswear analizzati ha registrato una crescita, contro il 51% dei marchi della moda nel complesso.

Il divario è di 20 punti percentuali.

La crescita è sostenuta anche dalla maggiore contaminazione tra abbigliamento sportivo e abbigliamento quotidiano.

Scarpe tecniche, giacche outdoor e capi originariamente progettati per lo sport vengono sempre più utilizzati nella vita di tutti i giorni.

Questa tendenza amplia il mercato potenziale.

Gorpcore: outdoor e moda quotidiana si incontrano

Una delle tendenze legate allo sportswear è il gorpcore.

Questo stile combina capi tecnici e outdoor con l’abbigliamento quotidiano.

Giacche impermeabili, scarpe da trekking e altri prodotti funzionali vengono quindi utilizzati anche in contesti urbani.

Il fenomeno mostra come le categorie della moda stiano diventando meno rigide.

Inoltre, i consumatori interessati al gorpcore tendono a mostrare livelli di spesa superiori rispetto agli acquirenti tradizionali di activewear.

Per alcuni brand, quindi, il segmento rappresenta una nuova opportunità di crescita.

Social commerce sempre più importante

TikTok Shop rappresenta un esempio dell’evoluzione verso il social commerce.

Il processo di scoperta e acquisto può avvenire direttamente all’interno di una piattaforma social.

Questa trasformazione è particolarmente importante per i consumatori più giovani.

Video, recensioni e contenuti creati dagli utenti possono infatti influenzare la decisione di acquisto.

Di conseguenza, social media ed e-commerce diventano sempre più integrati.

Per i marchi di moda, la capacità di creare contenuti efficaci può quindi avere un impatto diretto sulle vendite.

E-commerce moda in Europa 2026: tutti i dati principali

I dati dell’e-commerce moda in Europa 2026 permettono di riassumere chiaramente il mercato:

  • Spesa online europea destinata all’abbigliamento: 20%
  • Paesi analizzati: 10
  • Consumatori online analizzati: oltre 2 milioni
  • Crescita dell’e-commerce complessivo: +5%
  • Crescita delle vendite online di abbigliamento: +3%
  • Spesa online di abbigliamento legata all’usato: quasi 20%
  • Black Friday sulle vendite annuali di moda online: 9%
  • Fascia con la crescita maggiore negli acquisti: 18-29 anni
  • Fascia con i livelli di spesa annuale più elevati: 40-44 anni
  • Brand sportswear in crescita: 71%
  • Brand fashion complessivi in crescita: 51%

Tra le piattaforme più rilevanti emergono Zalando, Amazon, Vinted, Shein, Temu e TikTok Shop.

E-commerce moda in Europa: usato e Gen Z cambiano il mercato

L’e-commerce moda in Europa continua quindi a crescere, ma sta entrando in una nuova fase.

L’abbigliamento rappresenta circa il 20% della spesa online europea e rimane una delle categorie più importanti del commercio digitale.

Le vendite online di moda crescono del 3%, mentre l’intero e-commerce aumenta del 5%.

Nel frattempo, cambiano profondamente le abitudini dei consumatori. Quasi il 20% della spesa online per l’abbigliamento riguarda ormai l’usato. Inoltre, la fascia 18-29 anni registra la crescita più forte negli acquisti.

Il Black Friday concentra il 9% delle vendite annuali del settore. Allo stesso tempo, i consumatori diventano più attenti al prezzo e alla qualità.

Zalando, Amazon, Vinted, Shein, Temu e TikTok Shop rappresentano modelli differenti di una competizione sempre più frammentata.

Il futuro dell’e-commerce moda in Europa 2026 sarà quindi guidato da più fattori: Generazione Z, second hand, sportswear, social commerce e ricerca della convenienza. Per marchi e retailer, la crescita dipenderà sempre di più dalla capacità di comprendere questi nuovi comportamenti e trasformarli in esperienze di acquisto efficaci.

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