ERICSSON ci ripensa: meglio licenziare 8.500 persone… al posto di 1.400

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ERICSSON ci ripensa: meglio licenziare 8.500 persone… al posto di 1.400
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26 Febbraio 2023

Continua la raffica di licenziamenti dagli USA all’Europa, ed in modo quasi “silenzioso” da parte dei media, la “macchia d’olio” si allarga alle maggiori aziende del comparto tecnologico, e non solo. La domanda è: quanto tempo rimane prima che arrivi dal Nord Europa (Svezia) anche in Italia?

Ericsson, l’azienda svedese di equipaggiamento per le telecomunicazioni, ha annunciato il taglio di 8.500 persone, ovvero circa l’8% della sua forza lavoro, per ridurre i costi di 861 Milioni di dollari entro la fine del 2023.

La causa sarebbe l’incertezza economica ed il rallentamento degli ordini, per le sue attrezzature 5G negli Stati Uniti ed in altri mercati. Gli operatori di telecomunicazioni nordamericani, hanno rinviato gli ordini per il nuovo equipaggiamento 5G.

Ericsson ha investito nella tecnologia wireless di prossima generazione 5G, ma l’avvio è stato più lento del previsto.

I licenziamenti avverranno quest’anno (2023) e nel prossimo anno 2024. Da parte dell’azienda si afferma che “i tagli” al personale saranno gestiti con equità, rispetto, professionalità ed in conformità con la legislazione del lavoro locale.

A causa della pandemia, molte aziende, tra cui Google e Amazon, hanno già annunciato migliaia di licenziamenti, a causa della crescita rallentata o della domanda indebolita per i loro prodotti.

La riduzione dei posti di lavoro di Ericsson, è un altro segnale di come la pandemia abbia avuto un impatto sull’economia globale.

Licenziamenti Ericsson: piano da 8.500 tagli per ridurre i costi

I licenziamenti Ericsson coinvolgono circa 8.500 posti di lavoro a livello globale. Il gruppo svedese delle telecomunicazioni ha ampliato in modo significativo il piano iniziale di riduzione del personale, che prevedeva circa 1.400 tagli in Svezia.

L’obiettivo è contenere i costi e rendere l’organizzazione più efficiente in uno scenario caratterizzato da incertezza economica, minori investimenti degli operatori e rallentamento della domanda di apparecchiature per le reti 5G.

La decisione mostra quanto rapidamente possa cambiare il mercato delle telecomunicazioni. Dopo una fase di forti investimenti nelle infrastrutture di nuova generazione, Ericsson si è trovata a gestire una domanda meno dinamica del previsto.

Licenziamenti Ericsson: da 1.400 a 8.500 posti di lavoro

Il dato più significativo riguarda le dimensioni dell’intervento.

In una prima fase si parlava di circa 1.400 posti di lavoro interessati in Svezia. Successivamente, il piano è diventato globale e ha raggiunto circa 8.500 posizioni.

La differenza è notevole.

Il ridimensionamento riguarda circa l’8% della forza lavoro dell’azienda e rappresenta quindi una ristrutturazione importante, non un semplice aggiustamento organizzativo.

Ericsson ha scelto di intervenire sui costi per adattarsi a un mercato più difficile e preservare la capacità di investire nelle tecnologie considerate strategiche.

Perché Ericsson ha deciso di ridurre il personale

Alla base dei licenziamenti Ericsson ci sono diversi fattori.

Uno dei principali riguarda il rallentamento degli investimenti effettuati dagli operatori di telecomunicazioni.

Le aziende del settore acquistano infrastrutture, antenne, software e apparecchiature necessarie per sviluppare e potenziare le proprie reti. Quando gli operatori rallentano questi investimenti, l’effetto si trasferisce direttamente sui fornitori tecnologici.

Ericsson opera proprio in questo mercato.

Una riduzione degli ordini può quindi tradursi in minori ricavi attesi e nella necessità di modificare la struttura dei costi.

Il rallentamento degli investimenti nel 5G

Il 5G rappresenta uno dei principali mercati per Ericsson.

La diffusione della nuova generazione delle reti mobili ha richiesto enormi investimenti da parte degli operatori telefonici. Tuttavia, il ritmo degli investimenti non è sempre costante.

Dopo le prime grandi implementazioni, alcuni operatori hanno rallentato gli acquisti di nuove apparecchiature.

Il fenomeno è risultato particolarmente importante nei mercati che avevano avviato per primi la diffusione del 5G.

Gli operatori possono infatti decidere di rimandare nuovi ordini quando ritengono di avere già una capacità di rete sufficiente oppure quando il contesto economico rende più conveniente posticipare gli investimenti.

Per aziende come Ericsson, questo significa affrontare una domanda più irregolare.

Il mercato americano e gli ordini per le reti 5G

Gli Stati Uniti rappresentano un mercato particolarmente importante per il settore delle telecomunicazioni.

Proprio in Nord America si è verificato un rallentamento degli ordini di nuove apparecchiature 5G.

Dopo una fase di forte espansione, diversi operatori hanno iniziato a gestire con maggiore prudenza gli investimenti.

Questo cambiamento ha avuto conseguenze dirette sui produttori di infrastrutture.

Quando un grande operatore decide di rinviare il potenziamento della propria rete, il fornitore può registrare un calo degli ordini anche significativo.

Di conseguenza, le aziende devono adattare produzione, investimenti e dimensioni dell’organico alle nuove condizioni del mercato.

Ericsson punta a ridurre i costi

Il piano dei licenziamenti Ericsson fa parte di una strategia più ampia di contenimento dei costi.

Il gruppo aveva previsto risparmi per circa 9 miliardi di corone svedesi, equivalenti a circa 900 milioni di dollari secondo i valori utilizzati nel piano originario.

La riduzione del personale rappresenta soltanto una componente di questa strategia.

Un’azienda delle dimensioni di Ericsson può intervenire anche su consulenze, processi organizzativi, sedi, gestione operativa e struttura interna.

L’obiettivo è diminuire i costi senza compromettere gli investimenti necessari per mantenere la competitività tecnologica.

Perché ridurre i costi è importante nel settore tecnologico

Le aziende tecnologiche devono sostenere investimenti elevati in ricerca e sviluppo.

Questo vale ancora di più nel settore delle telecomunicazioni.

Sviluppare nuove tecnologie di rete richiede competenze specializzate, laboratori, software, hardware e attività di ricerca che possono assorbire grandi quantità di capitale.

Quando i ricavi rallentano, le imprese devono quindi decidere dove intervenire.

Tagliare indiscriminatamente gli investimenti potrebbe compromettere la competitività futura.

Per questo motivo, molte aziende cercano di ridurre le spese operative mantenendo invece le risorse destinate ai progetti tecnologici più importanti.

Licenziamenti e ricerca dell’efficienza operativa

Una ristrutturazione non riguarda soltanto il numero dei dipendenti.

Spesso viene accompagnata da una revisione dell’intera organizzazione.

Le aziende possono ridurre i livelli gerarchici, accorpare funzioni, eliminare attività duplicate oppure concentrare determinate competenze in un numero minore di sedi.

L’obiettivo è rendere i processi più rapidi e diminuire i costi fissi.

Nel caso di Ericsson, il ridimensionamento del personale si inserisce quindi all’interno di una ricerca più ampia di efficienza operativa.

Il problema consiste nel trovare un equilibrio.

Ridurre i costi può migliorare la redditività, ma perdere troppe competenze può rendere più difficile innovare e rispondere alla futura ripresa del mercato.

Il settore tecnologico dopo una fase di forte crescita

I licenziamenti Ericsson si inseriscono in un fenomeno che ha interessato numerose grandi aziende tecnologiche.

Dopo una fase caratterizzata da crescita, investimenti e nuove assunzioni, molte società hanno rivisto le proprie previsioni.

Il cambiamento delle condizioni economiche ha spinto le imprese a prestare maggiore attenzione alla redditività.

Di conseguenza, numerose organizzazioni hanno ridotto personale, progetti e spese.

La dimensione delle aziende non rappresenta necessariamente una protezione contro queste trasformazioni.

Anche i grandi gruppi internazionali devono adeguarsi rapidamente quando domanda, costi e investimenti cambiano.

Cosa cambia per i dipendenti Ericsson

Una riduzione di migliaia di posti di lavoro produce inevitabilmente conseguenze importanti per i dipendenti.

I tagli possono essere distribuiti tra Paesi, divisioni e funzioni differenti.

Inoltre, le modalità operative devono rispettare le normative locali sul lavoro e le procedure previste nei singoli mercati.

Per una multinazionale, questo rende il processo particolarmente complesso.

Ogni Paese può avere regole differenti in materia di consultazione sindacale, licenziamenti collettivi, preavviso e tutela dei lavoratori.

Di conseguenza, un piano globale viene generalmente attuato attraverso numerosi interventi locali.

Il peso delle telecomunicazioni nell’economia digitale

Il caso Ericsson è particolarmente interessante perché riguarda un’azienda che opera alla base dell’economia digitale.

Smartphone, servizi cloud, applicazioni, streaming e dispositivi connessi dipendono dalle infrastrutture di telecomunicazione.

Senza reti efficienti, gran parte dei servizi digitali non potrebbe funzionare con le prestazioni richieste dagli utenti.

Le aziende che costruiscono queste infrastrutture hanno quindi un ruolo strategico.

Tuttavia, anche un mercato fondamentale come quello delle telecomunicazioni è caratterizzato da cicli di investimento.

Quando gli operatori hanno appena completato grandi programmi di ammodernamento, possono rallentare temporaneamente nuovi acquisti.

5G: grande opportunità ma investimenti non lineari

Il 5G continua a rappresentare una tecnologia centrale per lo sviluppo delle comunicazioni mobili.

Tuttavia, la sua diffusione non procede in modo uniforme.

Alcuni mercati investono rapidamente. Altri adottano le nuove tecnologie con maggiore gradualità.

Anche all’interno dello stesso Paese possono esserci differenze importanti.

Gli operatori devono valutare il ritorno economico degli investimenti, la domanda degli utenti e la possibilità di monetizzare i nuovi servizi.

Questo rende il mercato delle apparecchiature 5G fortemente dipendente dalle decisioni di investimento dei grandi operatori.

Per Ericsson, una variazione di questi programmi può avere effetti significativi sui risultati.

Ericsson tra innovazione tecnologica e controllo dei costi

La sfida principale consiste nel continuare a investire nell’innovazione mentre vengono ridotte le spese.

Ericsson compete in un settore nel quale la leadership tecnologica è fondamentale.

Reti mobili, software, automazione, infrastrutture programmabili e nuove applicazioni richiedono investimenti continui.

Ridurre i costi non significa quindi necessariamente ridurre ogni attività.

Al contrario, una ristrutturazione può avere l’obiettivo di spostare risorse dalle aree meno redditizie verso quelle considerate più strategiche.

Il punto centrale diventa scegliere dove continuare a investire.

La concorrenza nel mercato delle infrastrutture di rete

Ericsson opera inoltre in un mercato caratterizzato da pochi grandi concorrenti internazionali.

La competizione riguarda tecnologia, prezzi, qualità delle infrastrutture e capacità di fornire soluzioni complete agli operatori telefonici.

In questo scenario, l’efficienza può diventare un vantaggio competitivo.

Un’azienda con costi più bassi dispone infatti di maggiore flessibilità commerciale e può investire più risorse nello sviluppo dei prodotti.

Tuttavia, la riduzione dei costi deve essere gestita con attenzione.

Competenze ingegneristiche e conoscenze tecniche sono difficili da sostituire rapidamente.

Il rischio di perdere competenze durante i licenziamenti

Uno dei principali problemi delle grandi ristrutturazioni riguarda proprio il capitale umano.

Un’azienda tecnologica non è composta soltanto da prodotti e brevetti.

Gran parte del suo valore dipende dalle persone che progettano, sviluppano e gestiscono le tecnologie.

Quando migliaia di dipendenti lasciano un’organizzazione, esiste il rischio di perdere competenze accumulate nel corso degli anni.

Per questo motivo, le aziende cercano generalmente di proteggere le aree considerate più strategiche.

La selezione delle posizioni coinvolte diventa quindi una delle parti più delicate del processo.

Cosa significa un taglio dell’8% della forza lavoro

Ridurre circa l’8% dell’organico significa intervenire in modo rilevante sulla struttura aziendale.

Non si tratta di poche centinaia di posizioni isolate.

Un piano da 8.500 posti di lavoro può influire su organizzazione, gestione dei team, distribuzione delle responsabilità e carichi di lavoro.

Le persone che rimangono in azienda devono spesso adattarsi a nuovi processi.

Alcuni team vengono accorpati, mentre altri devono lavorare con risorse inferiori.

Di conseguenza, una ristrutturazione riguarda anche chi non perde direttamente il proprio posto.

Licenziamenti Ericsson e futuro del lavoro nel settore tech

I licenziamenti Ericsson rappresentano un esempio significativo delle trasformazioni che interessano il lavoro nel settore tecnologico.

Per molto tempo, la crescita delle aziende digitali e tecnologiche è stata associata a un aumento continuo delle assunzioni.

Gli eventi degli ultimi anni hanno mostrato che questo rapporto non è automatico.

Un’azienda può continuare a investire in tecnologie avanzate e, contemporaneamente, ridurre la propria forza lavoro.

Automazione, semplificazione dei processi e maggiore produttività possono infatti permettere di gestire alcune attività con strutture più contenute.

Telecomunicazioni: un mercato legato ai cicli di investimento

Il settore delle telecomunicazioni presenta una caratteristica fondamentale: gli investimenti avvengono spesso per cicli.

Quando viene introdotta una nuova generazione di rete, gli operatori aumentano gli investimenti.

Successivamente, una volta completata una parte importante dell’infrastruttura, gli acquisti possono rallentare.

Per i fornitori questo significa alternare periodi di forte domanda a periodi più difficili.

La capacità di adattare rapidamente i costi diventa quindi una componente importante della strategia aziendale.

Il caso Ericsson mostra chiaramente questo meccanismo.

I numeri chiave dei licenziamenti Ericsson

Il quadro può essere riassunto attraverso alcuni dati principali:

  • circa 1.400 posti inizialmente interessati in Svezia;
  • circa 8.500 posti di lavoro previsti dal piano globale;
  • una riduzione equivalente a circa l’8% della forza lavoro;
  • un programma di risparmio inizialmente quantificato in circa 9 miliardi di corone svedesi;
  • rallentamento della domanda di apparecchiature per le reti mobili;
  • maggiore prudenza negli investimenti da parte degli operatori;
  • particolare attenzione all’efficienza e alla riduzione dei costi.

Questi numeri aiutano a comprendere le dimensioni della ristrutturazione.

Dal boom del 5G alla ricerca della redditività

La vicenda evidenzia anche il passaggio da una fase di espansione a una fase di maggiore disciplina finanziaria.

Durante il boom degli investimenti nel 5G, la priorità era aumentare rapidamente la capacità produttiva e soddisfare la domanda degli operatori.

Quando il mercato ha rallentato, la priorità è cambiata.

Efficienza, margini e controllo delle spese sono diventati più importanti.

È un cambiamento tipico dei settori tecnologici maturi, nei quali la crescita non procede sempre allo stesso ritmo.

Cosa insegna il caso dei licenziamenti Ericsson

I licenziamenti Ericsson mostrano quanto il mercato tecnologico possa cambiare rapidamente.

L’azienda è passata da un intervento iniziale da circa 1.400 posti in Svezia a un piano globale che coinvolge circa 8.500 posizioni.

Alla base della decisione troviamo la necessità di ridurre i costi, migliorare l’efficienza e adattarsi a una domanda più debole nel mercato delle infrastrutture di telecomunicazione.

Il rallentamento degli investimenti nelle reti 5G dimostra inoltre che anche le tecnologie destinate a crescere nel lungo periodo possono attraversare fasi di assestamento.

Per Ericsson la sfida consiste nel contenere le spese senza compromettere innovazione e leadership tecnologica.

Per il settore delle telecomunicazioni, invece, il caso rappresenta un esempio concreto di come investimenti, domanda e occupazione siano strettamente collegati.

Una trasformazione che riguarda non soltanto Ericsson, ma l’intero equilibrio tra innovazione tecnologica, sostenibilità dei costi e futuro del lavoro.

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