Il 33% del web è scritto dall’AI (Intelligenza Artificiale)

Digital Marketing Manager .org – Il 33% del web è scritto dall’AI (Intelligenza Artificiale)

Per contatti:

Intelligenza Artificiale: oltre un terzo del nuovo web mostra tracce di AI

L’Intelligenza Artificiale sta cambiando rapidamente il modo in cui vengono prodotti i contenuti online. Nel luglio 2026, il 10% delle pagine web analizzate mostra segnali significativi di scrittura o modifica tramite AI.

Il dato cresce però in modo netto quando si osservano soltanto le pagine pubblicate dopo il lancio di ChatGPT: in questo caso la quota supera un terzo del nuovo web.

Intelligenza Artificiale e web: i dati principali

Le ricerche mostrano una crescita molto rapida dei contenuti creati o modificati con strumenti di AI.

I numeri principali sono:

  • 10% delle pagine web analizzate nel luglio 2026 presenta segnali significativi di AI;
  • oltre un terzo delle pagine datate pubblicate dopo il lancio di ChatGPT mostra tracce di scrittura o modifica artificiale;
  • nei domini .com la quota raggiunge circa il 10%;
  • nei domini .org scende al 4,6%;
  • nei domini .edu e .gov si ferma intorno all’1%;
  • una seconda ricerca stima al 35% i nuovi siti generati o assistiti dall’AI già a metà 2025;
  • i siti classificati come AI mostrano una similarità semantica superiore del 33%;
  • il sentiment positivo risulta superiore del 107% rispetto ai contenuti classificati come non-AI.

Il cambiamento riguarda quindi sia la quantità dei contenuti sia alcune loro caratteristiche qualitative.

Il 10% delle pagine web mostra tracce di AI

Nel campione relativo a luglio 2026, una pagina su dieci presenta segnali significativi di scrittura o modifica tramite Intelligenza Artificiale.

Questa percentuale comprende però anche pagine molto vecchie, create quando gli strumenti di AI generativa non erano ancora disponibili al grande pubblico.

Per questo motivo il 10% non descrive pienamente ciò che sta accadendo nella produzione dei nuovi contenuti.

Il quadro cambia notevolmente quando l’analisi si concentra sulle pagine più recenti.

Oltre un terzo del nuovo web utilizza l’AI

Considerando le pagine con una data di pubblicazione successiva al lancio di ChatGPT, la presenza di contenuti AI supera un terzo.

Il dato si avvicina al 35%.

Non significa che un terzo di tutto Internet sia stato scritto integralmente da una macchina.

La classificazione comprende infatti sia contenuti generati dall’AI sia testi nei quali l’Intelligenza Artificiale ha svolto un ruolo significativo nella revisione o nella scrittura.

Un autore può quindi aver creato personalmente una parte del contenuto e utilizzato successivamente un sistema AI per ampliare, modificare o riscrivere il testo.

Quasi mezzo milione di pagine analizzate

La ricerca ha osservato circa 490.000 pagine web in lingua inglese raccolte tra il 2021 e il luglio 2026.

L’analisi ha così potuto confrontare il web precedente alla diffusione dei chatbot generativi con quello sviluppato negli anni successivi.

La crescita delle tracce di AI diventa particolarmente evidente dalla fine del 2022 in poi.

La diffusione di ChatGPT e, successivamente, di numerosi altri strumenti ha infatti reso molto più semplice produrre grandi quantità di testo in tempi ridotti.

I domini .com utilizzano più Intelligenza Artificiale

La presenza dell’AI cambia anche in base alla tipologia di sito.

Nei domini .com, circa il 10% delle pagine mostra segnali significativi di contenuto generato o modificato attraverso Intelligenza Artificiale.

Nei domini .org la percentuale scende al 4,6%.

Per i domini .edu e .gov il dato si ferma invece intorno all’1%.

La differenza suggerisce un utilizzo molto più intenso nei siti commerciali rispetto agli ambienti istituzionali ed educativi.

Perché i siti commerciali usano maggiormente l’AI

Le aziende hanno forti incentivi ad automatizzare una parte della produzione editoriale.

Ecommerce, blog aziendali, schede prodotto, landing page e siti informativi richiedono continuamente nuovi contenuti.

L’AI permette di velocizzare molte attività:

  • creare prime bozze;
  • sviluppare descrizioni;
  • riassumere documenti;
  • riorganizzare informazioni;
  • tradurre testi;
  • produrre varianti dello stesso contenuto;
  • supportare SEO e Content Marketing.

Ridurre tempi e costi rappresenta un vantaggio evidente, soprattutto per organizzazioni che devono pubblicare grandi quantità di pagine.

Contenuti generati dall’AI e nuove sfide per il Digital Marketing

La crescita dei contenuti scritti con l’intelligenza artificiale cambia profondamente il modo in cui vengono prodotti articoli, schede prodotto, post e materiali informativi. Per un Digital Marketing Manager, questo significa poter aumentare velocità e capacità produttiva, ma anche dover controllare qualità, accuratezza e originalità. Nel Digital Marketing, usare l’AI in modo efficace richiede quindi supervisione umana, verifica delle informazioni e una strategia editoriale coerente.

Una seconda ricerca arriva al 35%

Un’altra analisi sul web ha raggiunto un risultato molto simile.

A metà 2025, circa il 35% dei nuovi siti analizzati risultava generato o assistito dall’Intelligenza Artificiale.

Prima della diffusione pubblica di ChatGPT questa quota risultava praticamente assente.

In pochi anni, quindi, l’AI è passata da strumento sperimentale a componente strutturale della produzione di contenuti online.

La velocità del cambiamento rappresenta forse il dato più significativo.

AI non significa necessariamente contenuto automatico al 100%

La distinzione tra contenuto umano e contenuto artificiale diventa sempre meno netta.

Un testo può nascere da una persona e ricevere successivamente modifiche tramite AI.

Un professionista può utilizzare un chatbot per creare una struttura, sviluppare alcune sezioni e poi riscrivere completamente il risultato.

In altri casi l’autore può produrre una bozza con l’AI e intervenire soltanto nella fase finale.

Per questo motivo è più corretto parlare di contenuti generati o assistiti dall’Intelligenza Artificiale.

I contenuti AI risultano più simili tra loro

L’aumento quantitativo non rappresenta l’unico cambiamento.

I siti classificati come AI mostrano una similarità semantica superiore del 33% rispetto ai contenuti non classificati come artificiali.

In altre parole, tendono più frequentemente a sviluppare concetti e strutture vicini tra loro.

Questa dinamica può diventare importante per il web.

Se migliaia di siti utilizzano strumenti addestrati sugli stessi grandi insiemi di dati, aumenta il rischio di produrre contenuti che affrontano gli stessi argomenti nello stesso modo.

Più contenuti non significa maggiore varietà

L’Intelligenza Artificiale rende possibile produrre una quantità enorme di testi.

Tuttavia, la crescita del volume non garantisce automaticamente una maggiore diversità delle idee.

Il dato sulla similarità semantica mostra proprio questo rischio.

Internet potrebbe ospitare molte più pagine, ma con contenuti che finiscono per ripetersi maggiormente.

Per aziende, editori e professionisti diventa quindi ancora più importante aggiungere esperienza diretta, opinioni motivate, dati originali e conoscenza specifica.

Sono questi elementi a rendere realmente diverso un contenuto.

Il sentiment positivo cresce del 107%

Un’altra differenza riguarda il tono.

Nei contenuti classificati come AI, il punteggio relativo al sentiment positivo risulta superiore del 107% rispetto ai siti non-AI.

I testi artificiali tendono quindi a utilizzare un linguaggio più positivo, rassicurante e accomodante.

Questo comportamento può derivare dal modo in cui molti modelli vengono addestrati.

I sistemi cercano spesso di offrire risposte utili, collaborative e gradevoli, caratteristiche che possono trasferirsi anche nei contenuti pubblicati online.

Un web sempre più positivo

Un aumento del tono positivo non rappresenta necessariamente un problema.

Può rendere alcuni contenuti più leggibili e accessibili.

Se però questa tendenza diventa troppo uniforme, il rischio consiste nel ridurre sfumature, critiche e punti di vista differenti.

Non tutti gli argomenti richiedono un tono ottimistico.

Una comunicazione efficace deve riflettere il contenuto, non adattarsi automaticamente a uno stile sempre rassicurante.

Anche per questo l’intervento umano rimane importante.

AI e SEO: produrre di più non basta

La crescita dei testi generati artificialmente riguarda direttamente il Digital Marketing.

Creare contenuti è diventato più semplice, ma proprio questa facilità aumenta la concorrenza.

Pubblicare decine di articoli generici non garantisce visibilità nei motori di ricerca.

Per distinguersi servono informazioni realmente utili, esperienza, approfondimento e capacità di rispondere alle esigenze degli utenti.

L’AI può velocizzare la produzione, ma non elimina il bisogno di una strategia editoriale.

Come un Marketing Manager può distinguersi in un web sempre più automatizzato

Un Marketing Manager può utilizzare l’intelligenza artificiale per ridurre tempi e costi di produzione, ma la vera differenza resta nella qualità del contenuto e nella capacità di offrire valore al pubblico. Nel Digital Marketing, testi troppo simili, generici o privi di esperienza concreta rischiano di perdere efficacia. Per questo diventano sempre più importanti competenze, dati proprietari, casi reali e contenuti capaci di distinguere il brand in un ambiente online sempre più affollato.

Il valore del controllo umano

Un contenuto generato con l’AI dovrebbe essere verificato prima della pubblicazione.

Il controllo umano permette di correggere errori, eliminare ripetizioni e rendere il testo più originale.

Consente inoltre di inserire conoscenze che un modello non possiede direttamente.

Esperienze personali, casi aziendali, dati interni e analisi specifiche possono trasformare una bozza generica in un contenuto realmente utile.

Il problema non consiste quindi nell’utilizzare l’AI, ma nel pubblicare automaticamente ciò che produce senza aggiungere valore.

Il web sta cambiando molto velocemente

La crescita avvenuta in pochi anni mostra quanto l’Intelligenza Artificiale abbia già modificato Internet.

Il 10% delle pagine complessivamente analizzate presenta segnali significativi di AI.

Tra i contenuti più recenti, la percentuale supera invece un terzo.

Una seconda ricerca arriva a una stima del 35% dei nuovi siti già a metà 2025.

Le percentuali possono variare in base al campione e alla metodologia utilizzata, ma la direzione appare chiara: la presenza dell’AI nella produzione editoriale online continua ad aumentare rapidamente.

Intelligenza Artificiale e nuovo web: cosa emerge dai dati

L’Intelligenza Artificiale è ormai una componente importante della produzione di contenuti online.

Nel luglio 2026 il 10% delle pagine analizzate mostra segnali significativi di scrittura o modifica artificiale. Considerando soltanto le pagine datate pubblicate dopo il lancio di ChatGPT, la quota supera un terzo.

I domini commerciali mostrano la presenza maggiore, con circa il 10%, mentre .org si ferma al 4,6% e .edu e .gov rimangono intorno all’1%.

Il cambiamento non riguarda soltanto la quantità. I siti classificati come AI mostrano una similarità semantica superiore del 33% e un sentiment positivo maggiore del 107%.

Il futuro del web dipenderà quindi non soltanto da quanto utilizzeremo l’Intelligenza Artificiale, ma soprattutto da come la utilizzeremo.

Produrre testo è diventato molto più semplice. Creare contenuti originali, credibili e realmente utili rimane invece una sfida umana.