
IRPEF in Italia: il 30,22% paga il 78,67% dell’imposta
L’IRPEF in Italia presenta una forte concentrazione del gettito. Il 30,22% dei contribuenti, cioè chi dichiara più di 29.000 euro lordi all’anno, versa il 78,67% dell’imposta complessiva.
Il restante 69,78% dei contribuenti paga invece il 21,33% dell’IRPEF. Questo dato, però, non permette di concludere che chi versa poco o nulla sia automaticamente un evasore fiscale.
IRPEF in Italia: i dati principali
I redditi prodotti nel 2024 e dichiarati nel 2025 mostrano una distribuzione molto concentrata del carico fiscale.
I numeri principali sono:
- 42.837.963 persone hanno presentato una dichiarazione;
- 34.105.072 hanno versato almeno 1 euro di IRPEF;
- circa 8,7 milioni di dichiaranti non hanno versato IRPEF;
- 1.076 miliardi di euro di redditi complessivi dichiarati;
- 216,24 miliardi di euro di gettito complessivo considerando IRPEF ordinaria e addizionali;
- il 30,22% dei contribuenti versa il 78,67% dell’IRPEF;
- il 69,78% versa il restante 21,33%;
- il 18,78% con redditi da 35.000 euro in su paga il 65% dell’imposta.
La distribuzione diventa ancora più evidente osservando le singole fasce di reddito.
Il 30,22% dei contribuenti paga il 78,67% dell’IRPEF
I contribuenti con redditi superiori a 29.000 euro rappresentano il 30,22% del totale.
Questo gruppo versa il 78,67% dell’intero gettito IRPEF.
Di conseguenza, poco meno di un contribuente su tre sostiene quasi quattro quinti dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.
Il dato mostra quanto il gettito sia concentrato sulle fasce di reddito medio e medio-alto.
Il 69,78% versa il 21,33%
La situazione opposta riguarda chi dichiara fino a 29.000 euro.
Questa fascia rappresenta il 69,78% dei contribuenti, ma genera il 21,33% dell’IRPEF complessiva.
In valore assoluto si tratta di circa 46 miliardi di euro.
La differenza dipende sia dal livello dei redditi sia dalla struttura progressiva dell’imposta, che applica un carico fiscale crescente al crescere della capacità contributiva.
Redditi sopra 35.000 euro: il 18,78% paga il 65%
Restringendo ulteriormente il gruppo, la concentrazione aumenta.
Soltanto il 18,78% dei contribuenti dichiara almeno 35.000 euro lordi annui.
Questa fascia versa da sola il 65% dell’intera IRPEF.
Significa che meno di un contribuente su cinque sostiene quasi due terzi del gettito.
Il dato rappresenta uno degli elementi principali emersi dalla ricerca.
Fino a 20.000 euro si paga il 5% dell’IRPEF
Il 47,13% dei contribuenti dichiara un reddito fino a 20.000 euro.
Quasi metà della platea versa complessivamente il 5% dell’IRPEF.
La percentuale non indica che queste persone non paghino alcuna imposta.
Descrive invece quanto questa fascia contribuisce all’IRPEF complessiva rispetto alle categorie con redditi più elevati.
Oltre 100.000 euro: l’1,75% paga il 22,25%
La concentrazione appare evidente anche osservando le fasce superiori.
Soltanto l’1,75% dei contribuenti dichiara oltre 100.000 euro.
Questo gruppo versa il 22,25% dell’intera IRPEF.
Una quota inferiore al 2% della platea genera quindi più di un quinto del gettito.
Evasione fiscale e comportamenti economici nel Digital Marketing
Il tema dell’evasione fiscale e delle dichiarazioni dei redditi offre indicazioni utili anche per comprendere il contesto economico in cui operano consumatori e imprese. Per un Digital Marketing Manager, conoscere la distanza che può esistere tra reddito dichiarato, capacità di spesa e comportamenti reali aiuta a evitare segmentazioni basate esclusivamente su dati economici superficiali. Nel Digital Marketing, una lettura più ampia del pubblico può quindi migliorare targeting, analisi e interpretazione dei comportamenti di acquisto.
Oltre 300.000 euro: lo 0,14% versa il 6,37%
I contribuenti con redditi superiori a 300.000 euro rappresentano appena lo 0,14% del totale.
Nonostante il loro numero estremamente ridotto, generano il 6,37% dell’IRPEF.
Il dato mostra l’effetto combinato tra redditi molto più elevati e progressività dell’imposta.
Le fasce superiori contribuiscono quindi in misura proporzionalmente molto maggiore rispetto alla loro presenza numerica.
Circa 8,7 milioni di dichiaranti non versano IRPEF
La differenza tra i 42,8 milioni di dichiaranti e i 34,1 milioni che pagano almeno un euro di IRPEF è di circa 8,7 milioni di persone.
Questo dato può generare facilmente interpretazioni sbagliate.
Non pagare IRPEF non significa automaticamente nascondere redditi al Fisco.
Tra le possibili ragioni troviamo redditi molto bassi, detrazioni, deduzioni, esenzioni, imposta lorda completamente assorbita dalle agevolazioni oppure altre situazioni previste dalla normativa.
Chi paga poca IRPEF è un evasore fiscale?
No, non è possibile stabilirlo sulla base di questi numeri.
L’evasione fiscale presuppone redditi imponibili non dichiarati, imposte occultate o altre violazioni degli obblighi tributari.
Una dichiarazione con reddito basso può invece essere perfettamente regolare.
Allo stesso modo, una persona che non versa IRPEF può trovarsi legalmente nella cosiddetta area di incapienza oppure beneficiare di detrazioni ed esenzioni.
I dati aggregati mostrano come si distribuisce l’imposta dichiarata e versata, non permettono di identificare individualmente gli evasori.
Dichiarare poco non significa necessariamente evadere
Anche l’espressione “il 70% dichiara poco” richiede attenzione.
Il 69,78% indica i contribuenti con reddito fino a 29.000 euro, non il 70% dell’intera popolazione italiana.
All’interno di questa fascia convivono inoltre situazioni molto differenti: lavoratori dipendenti, pensionati, autonomi, persone con redditi bassi e contribuenti con differenti detrazioni.
La distribuzione dichiarata può essere utilizzata per studiare il sistema fiscale, ma non basta per attribuire comportamenti irregolari.
1.076 miliardi di euro di redditi dichiarati
Nel complesso, i redditi prodotti nel 2024 e successivamente dichiarati raggiungono 1.076 miliardi di euro.
I contribuenti che hanno presentato una dichiarazione sono 42.837.963.
I versanti effettivi, cioè quelli che hanno corrisposto almeno un euro di IRPEF, sono 34.105.072.
La differenza tra dichiaranti e versanti evidenzia il ruolo delle fasce a basso reddito e dei meccanismi che riducono o azzerano l’imposta dovuta.
Perché l’IRPEF è così concentrata
La concentrazione deriva da diversi fattori.
Il primo riguarda la distribuzione dei redditi: chi guadagna di più possiede naturalmente una base imponibile maggiore.
A questo si aggiunge la progressività dell’IRPEF.
Le aliquote aumentano al crescere del reddito e molte detrazioni o agevolazioni diminuiscono progressivamente nelle fasce superiori.
Per questo motivo la quota di imposta versata cresce molto più rapidamente rispetto al numero dei contribuenti coinvolti.
Progressività e sostenibilità del sistema fiscale
La progressività permette di distribuire il carico fiscale in base alla capacità contributiva.
Quando però una quota relativamente piccola della popolazione fiscale sostiene gran parte del gettito, emerge anche un tema di equilibrio.
Una riduzione del numero dei contribuenti nelle fasce medio-alte oppure una diminuzione dei loro redditi può incidere in maniera significativa sulle entrate.
La ricerca di Itinerari Previdenziali richiama proprio l’attenzione sulla sostenibilità di un sistema nel quale una parte limitata dei contribuenti finanzia una quota molto elevata dell’IRPEF.
Questa è un’interpretazione degli autori dello studio; i dati, da soli, descrivono la distribuzione del gettito ma non determinano quale livello di redistribuzione sia politicamente o economicamente preferibile.
Come un Marketing Manager può leggere meglio il mercato
Un Marketing Manager può utilizzare dati fiscali ed economici per comprendere meglio differenze territoriali, capacità di spesa e composizione dei diversi segmenti di pubblico. Nel Digital Marketing, queste informazioni possono essere integrate con dati comportamentali, interessi e segnali di intenzione per costruire campagne più precise. Una strategia basata su più fonti consente così di rappresentare il mercato in modo più realistico e di sviluppare messaggi maggiormente coerenti con i comportamenti effettivi dei consumatori.
Evasione fiscale e distribuzione dell’IRPEF sono due problemi diversi
L’evasione fiscale esiste, ma deve essere misurata con strumenti specifici.
Confrontare semplicemente chi versa molta IRPEF con chi ne versa poca non consente di quantificarla.
Per studiare l’evasione servono analisi sul tax gap, controlli, redditi non dichiarati, economia sommersa e differenza tra imposte teoricamente dovute e realmente riscosse.
La distribuzione dell’IRPEF risponde invece a un’altra domanda: quale parte del gettito proviene dalle diverse fasce di reddito dichiarato?
Confondere i due fenomeni può portare a conclusioni scorrette.
IRPEF in Italia: cosa emerge dai dati
L’IRPEF in Italia presenta una distribuzione fortemente concentrata.
Il 30,22% dei contribuenti versa il 78,67% dell’imposta, mentre il 69,78% con redditi fino a 29.000 euro contribuisce per il 21,33%.
La concentrazione aumenta osservando i redditi superiori a 35.000 euro: il 18,78% dei contribuenti genera il 65% del gettito.
Allo stesso tempo, circa 8,7 milioni di persone presentano una dichiarazione ma non versano IRPEF.
Questi numeri pongono domande importanti sulla distribuzione del carico fiscale e sulla sostenibilità delle entrate pubbliche. Non dimostrano però che chi dichiara redditi bassi o non versa IRPEF sia automaticamente un evasore.
Per valutare l’evasione fiscale servono dati specifici sul reddito nascosto e sulle imposte non pagate. La ricerca sulle dichiarazioni dei redditi descrive invece come il gettito dichiarato si distribuisce tra le diverse fasce di contribuenti.
Ultime: Ricerche di Mercato
- Vacanze 2026: 20,4 Miliardi € spesi tra Luglio ed Agosto
- Italia senza Italiani: -13 Milioni di residenti entro l’anno 2080
- 31 Miliardi € in Ricerca e Sviluppo. Nel 2024 +5,6% in Italia
- Italia ed italiani: il 70% dichiara poco. Sono Evasori Fiscali?
- Spesa Alimentare +29,5% in 5 anni
- Il 33% del web è scritto dall’AI (Intelligenza Artificiale)
- Oltre 10 Milioni di italiani soffrono di dolore cronico
- Gen Z, per il 50% la salute ed il benessere sono la priorità
- 5,8 Milioni di italiani non hanno i soldi per curarsi
- Intelligenza Artificiale: i manager italiani hanno paura?
- Imprese Familiari: solo il 17% è un CEO esterno alla famiglia
- 3 sono le principali cause di morte tra i giovani
- Solo il 13% si fida degli Influencer. Social Media Marketing
- 64,2 Miliardi € di debiti per la pubblica amministrazione. Dati 2025
- Affitti Brevi: 510.000 case online hanno distrutto il mercato degli affitti normali
- Stress da lavoro: il 77% controlla l’e-mail fuori orario. Paura dell’AI?
- Salone auto Torino: la Cina ha il 40% dei brand. Dati 2026
- Pubblicità in Italia: Internet ha il 67,4% del mercato. Dati 2025-2026
- Il 19,5% delle aziende italiane usa l’Intelligenza Artificiale. Dati anno 2025
- 20.000 morti l’anno in Italia per infezioni in Ospedale
- Cinema: il 60% degli italiani afferma che il biglietto è troppo costoso. Dati Agosto 2026
- Alimenti surgelati: il mercato vale 6,1 Miliardi € (+3,4%) in Italia
- 6,6 Milioni di italiani residenti all’estero (+2,8%). La fuga dall’Italia continua
- Pubblicità in Italia: 11,7 Miliardi € nel 2025: di cui 7,9 Miliardi € per Internet (67,5% del mercato)
- Famiglie italiane sempre più povere: il 31% ha ridotto la spesa alimentare
- Italia: 315.000 imprese dirette da imprenditori con oltre 70 anni. Giovani ed Anziani a confronto
- Dove investire nel Mondo? Italia al n. 17. Scopriamo le Top 5
- Milano è la città più costosa in Italia, nel 2026. Troppi speculatori e prezzi ingiustificati
- Lavoro: Top 5 regioni per retribuzione. Sud e Nord a confronto. Dove di guadagna di più nel 2026 ?
- E-Commerce in Italia: 111.000 negozi chiusi e 16,7 Miliardi € persi dal 2019 al 2025