
Raccolta finanziaria in Italia 2026: 35,1 miliardi nel primo semestre
La raccolta finanziaria in Italia 2026 raggiunge 35,1 miliardi di euro nel primo semestre. Il risultato segna una crescita del 22,3% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il dato riguarda la raccolta netta realizzata dalle reti di consulenza finanziaria considerate da Assoreti. Quindi, non rappresenta l’intera raccolta del sistema finanziario italiano.
Il segnale più importante riguarda la destinazione del denaro. Il 92,4% delle risorse viene indirizzato agli investimenti. Soltanto il 7,6% rimane invece su conti correnti e depositi.
La liquidità mantenuta dai risparmiatori raggiunge circa 2,7 miliardi di euro. Inoltre, la platea dei clienti supera 5,6 milioni di persone.
Raccolta finanziaria in Italia 2026: +22,3%
Nei primi sei mesi dell’anno la raccolta netta arriva a 35,1 miliardi di euro.
Rispetto allo stesso semestre del 2025, l’aumento è del 22,3%.
Il dato mostra una forte propensione dei risparmiatori a destinare nuove risorse ai mercati finanziari.
Inoltre, la crescita non dipende soprattutto dall’accumulo di liquidità. Al contrario, quasi tutto il denaro raccolto viene indirizzato verso strumenti di investimento.
Questo comportamento rappresenta uno degli aspetti più interessanti della raccolta finanziaria in Italia 2026.
Cosa significa raccolta netta
La raccolta netta misura la differenza tra le nuove risorse affidate agli intermediari e quelle ritirate dai clienti.
Quindi, un valore positivo di 35,1 miliardi indica che nel semestre gli afflussi hanno superato i deflussi di questa cifra.
Non bisogna confondere la raccolta con il patrimonio complessivamente detenuto dai clienti.
La raccolta descrive infatti i nuovi flussi netti generati durante un determinato periodo.
Per questo motivo, il dato permette di capire se i risparmiatori stanno aumentando oppure riducendo le risorse affidate alle reti di consulenza.
Il 92,4% delle risorse viene investito
La caratteristica principale del semestre è la forte preferenza verso gli investimenti.
Ben il 92,4% della raccolta viene destinato a strumenti finanziari.
Su 35,1 miliardi complessivi, si tratta di circa 32,4 miliardi di euro.
Soltanto una quota ridotta rimane invece liquida.
Il dato mostra quindi un comportamento molto diverso rispetto alla semplice accumulazione di denaro sui conti correnti.
I clienti delle reti di consulenza sembrano privilegiare una maggiore allocazione del risparmio verso i mercati.
Solo il 7,6% rimane su conti e depositi
La quota destinata a conti correnti e depositi è pari al 7,6% della raccolta.
In valore assoluto corrisponde a circa 2,7 miliardi di euro.
Il confronto è molto netto:
- investimenti: 92,4%;
- conti correnti e depositi: 7,6%.
Quindi, per ogni 100 euro di raccolta netta, oltre 92 vengono indirizzati verso investimenti e meno di 8 rimangono sotto forma di liquidità.
La differenza mostra una marcata propensione all’investimento.
Raccolta finanziaria in Italia 2026: 32,4 miliardi investiti
Applicando la quota del 92,4% ai 35,1 miliardi raccolti, le risorse destinate agli investimenti raggiungono circa 32,4 miliardi di euro.
La cifra permette di comprendere meglio la dimensione del fenomeno.
Il risparmio raccolto non rimane quindi fermo. Viene prevalentemente indirizzato verso prodotti del risparmio gestito e strumenti finanziari amministrati.
In particolare, circa 17,2 miliardi confluiscono nel risparmio gestito, mentre circa 15,2 miliardi vengono indirizzati verso strumenti finanziari amministrati.
La somma porta il totale degli investimenti a oltre 32 miliardi di euro.
Risparmio gestito a 17,2 miliardi
Il risparmio gestito assorbe circa 17,2 miliardi di euro nel primo semestre.
In questa categoria rientrano diverse soluzioni di investimento nelle quali la gestione delle risorse viene affidata a professionisti.
Tra gli strumenti possono figurare fondi, gestioni patrimoniali e prodotti assicurativi o previdenziali.
Il risparmio gestito rappresenta quindi una parte molto importante della raccolta.
Tuttavia, nel semestre cresce soprattutto anche il peso degli strumenti amministrati.
Raccolta finanziaria e opportunità per il Digital Marketing
La crescita della raccolta finanziaria in Italia offre indicazioni utili anche per chi lavora nel Digital Marketing. L’aumento delle risorse destinate a fondi, strumenti di investimento e prodotti finanziari riflette infatti una maggiore attenzione di famiglie e investitori verso la gestione del patrimonio. Per un Digital Marketing Manager, questi dati possono aiutare a comprendere meglio interessi, priorità e comportamenti di un pubblico sempre più sensibile ai temi economici e finanziari.
Strumenti finanziari amministrati a 15,2 miliardi
Circa 15,2 miliardi di euro vengono indirizzati verso strumenti finanziari amministrati.
Questa categoria comprende investimenti in titoli detenuti direttamente dai clienti.
Il dato mostra quindi una distribuzione abbastanza equilibrata tra risparmio gestito e strumenti amministrati.
La differenza tra le due componenti è di circa 2 miliardi di euro.
Insieme rappresentano la quasi totalità delle nuove risorse affidate alle reti di consulenza nel semestre.
Titoli di Stato tra gli strumenti scelti
Una parte importante della raccolta amministrata riguarda i titoli di Stato.
Nel primo semestre le risorse nette destinate a questa categoria raggiungono circa 7,3 miliardi di euro.
Il dato conferma l’interesse dei risparmiatori italiani verso strumenti obbligazionari pubblici.
Inoltre, una parte significativa deriva dai collocamenti effettuati sul mercato primario durante l’anno.
I titoli di Stato continuano quindi a occupare uno spazio rilevante all’interno dei portafogli.
Crescono anche ETF e altri prodotti quotati
Tra le categorie che attirano nuove risorse emergono anche gli strumenti quotati.
ETF, ETC ed ETN raccolgono circa 4,4 miliardi di euro nel semestre.
Questi prodotti permettono di ottenere esposizione a mercati, indici e differenti classi di attività.
La crescita indica un maggiore utilizzo di strumenti negoziati sui mercati finanziari.
Inoltre, la diversificazione dei portafogli rappresenta uno degli elementi evidenziati dalla ricerca.
5,6 milioni di clienti seguiti in Italia
Un altro dato importante riguarda la platea degli investitori.
Le reti considerate seguono complessivamente oltre 5,6 milioni di clienti in Italia.
Nei primi sei mesi dell’anno il numero aumenta di circa 173.000 unità.
La crescita della raccolta si accompagna quindi anche a un ampliamento della clientela.
Questo elemento è importante perché mostra che l’aumento dei flussi non dipende soltanto dai clienti già presenti.
La consulenza finanziaria riesce infatti ad attirare anche nuovi risparmiatori.
Più clienti e più risorse investite
Il primo semestre mostra due tendenze contemporanee.
Da una parte cresce il numero dei clienti.
Dall’altra aumenta la raccolta netta del 22,3%.
Il risultato suggerisce quindi una maggiore diffusione dei servizi di consulenza.
La gestione del risparmio diventa particolarmente importante in una fase caratterizzata da mercati complessi, inflazione e variazioni dei tassi di interesse.
In questo contesto, molte famiglie cercano soluzioni capaci di trasformare la liquidità disponibile in investimenti coerenti con obiettivi di medio e lungo periodo.
Perché i risparmiatori investono invece di lasciare liquidità
Lasciare il denaro fermo su un conto corrente offre un’elevata disponibilità immediata.
Tuttavia, la liquidità può perdere potere d’acquisto nel tempo a causa dell’inflazione.
Gli investimenti puntano invece a ottenere un rendimento, accettando differenti livelli di rischio.
Il dato del 92,4% mostra che i clienti delle reti analizzate scelgono prevalentemente questa seconda strada.
Ciò non significa eliminare completamente la liquidità.
Infatti, 2,7 miliardi rimangono comunque su conti e depositi.
Liquidità a 2,7 miliardi
Nel primo semestre la liquidità netta raccolta raggiunge 2,7 miliardi di euro.
La cifra rappresenta il 7,6% del totale.
Una parte del denaro rimane quindi immediatamente disponibile.
La liquidità può servire per spese previste, emergenze e necessità quotidiane.
Tuttavia, rispetto alle risorse destinate agli investimenti, il suo peso è molto contenuto.
Il confronto tra 32,4 miliardi investiti e 2,7 miliardi lasciati liquidi rende evidente la preferenza dei risparmiatori.
Come un Marketing Manager può interpretare i nuovi comportamenti finanziari
Un Marketing Manager può utilizzare l’andamento della raccolta per individuare segmenti di pubblico con esigenze differenti e costruire messaggi più pertinenti. Nel Digital Marketing, la conoscenza di questi trend permette di sviluppare contenuti educativi, campagne informative e strategie di acquisizione più mirate per banche, società di gestione, fintech e operatori del settore. I dati finanziari diventano così uno strumento utile per collegare analisi di mercato, comunicazione e comportamento degli utenti.
Portafogli diversificati al centro della strategia
Tra gli elementi che emergono dalla ricerca troviamo i portafogli diversificati.
Diversificare significa distribuire le risorse tra più strumenti, mercati o categorie di investimento.
L’obiettivo è evitare di concentrare tutto il patrimonio su una sola soluzione.
La diversificazione può riguardare, ad esempio, fondi, obbligazioni, azioni e altri strumenti.
Naturalmente, ogni portafoglio deve essere costruito considerando obiettivi, durata dell’investimento e livello di rischio accettabile.
Il valore della consulenza per le famiglie
L’infografica evidenzia anche il valore per le famiglie.
La consulenza finanziaria può aiutare il risparmiatore a definire obiettivi e distribuire le risorse.
Inoltre, può contribuire a evitare decisioni basate esclusivamente sulle oscillazioni di breve periodo dei mercati.
Il dato dei 5,6 milioni di clienti mostra una diffusione significativa di questo modello.
La crescita della raccolta rafforza quindi il ruolo delle reti nel rapporto tra risparmio familiare e mercati finanziari.
Risparmio e sostegno ai mercati
Le risorse investite non hanno effetti soltanto sui singoli portafogli.
L’infografica sottolinea anche il sostegno ai mercati.
Quando il risparmio viene indirizzato verso strumenti finanziari, può contribuire al funzionamento dei mercati e al finanziamento dell’economia.
Titoli di Stato, obbligazioni e azioni rappresentano infatti differenti modalità attraverso le quali il capitale viene impiegato.
Il risparmio delle famiglie può così trasformarsi in una risorsa finanziaria attiva.
Giugno 2026: raccolta netta a 4,6 miliardi
Anche il solo mese di giugno offre un risultato positivo.
La raccolta netta raggiunge circa 4,6 miliardi di euro.
Rispetto a giugno 2025, la crescita è del 23,4%.
Il dato mensile conferma quindi la tendenza positiva osservata nell’intero semestre.
Inoltre, giugno arriva dopo un periodo caratterizzato da flussi particolarmente elevati verso le reti di consulenza.
Il risultato porta il totale dei primi sei mesi a 35,1 miliardi.
Raccolta con consulenza a pagamento
Crescono anche le risorse associate ai servizi di consulenza per i quali è prevista una fee specifica.
Nel primo semestre questa raccolta raggiunge circa 7,9 miliardi di euro.
Nel solo mese di giugno arriva a circa 1,7 miliardi.
Il dato mostra che una parte dei clienti sceglie modelli nei quali il servizio di consulenza viene remunerato attraverso una commissione dedicata.
Si tratta di un segmento importante nell’evoluzione del mercato italiano della consulenza finanziaria.
Fondi comuni: 7,7 miliardi nel semestre
I fondi comuni raccolgono circa 7,7 miliardi di euro nei primi sei mesi del 2026.
Tra le categorie preferite emergono soprattutto i fondi obbligazionari.
Questi raggiungono circa 2,9 miliardi di euro di raccolta.
Seguono i fondi flessibili con circa 1,6 miliardi e quelli azionari con 1,3 miliardi.
La distribuzione mostra quindi una ricerca di equilibrio tra differenti categorie di investimento.
Prodotti assicurativi e previdenziali a 6,1 miliardi
Anche i prodotti assicurativi e previdenziali raccolgono risorse importanti.
Nel semestre i flussi netti raggiungono circa 6,1 miliardi di euro.
Una componente particolarmente dinamica è rappresentata dalle soluzioni unit linked.
Questi prodotti raccolgono circa 4,3 miliardi e mostrano una forte crescita rispetto all’anno precedente.
Il comparto conferma quindi il proprio ruolo nella pianificazione finanziaria di medio e lungo periodo.
Gestioni patrimoniali a 3,4 miliardi
Le gestioni patrimoniali individuali raggiungono circa 3,4 miliardi di euro di raccolta netta.
Rispetto al primo semestre precedente, la crescita è del 13,1%.
Questa soluzione permette di affidare la gestione del patrimonio sulla base di un mandato definito con il cliente.
La raccolta positiva mostra che anche questa forma di investimento mantiene un ruolo significativo.
Inoltre, contribuisce alla diversificazione complessiva delle risorse raccolte.
Raccolta finanziaria in Italia 2026: tutti i dati principali
I dati principali del primo semestre possono essere riassunti così:
- Raccolta netta: 35,1 miliardi di euro
- Crescita rispetto al 2025: +22,3%
- Risorse destinate agli investimenti: 92,4%
- Risorse investite: circa 32,4 miliardi
- Conti correnti e depositi: 7,6%
- Liquidità: circa 2,7 miliardi
- Clienti complessivi: oltre 5,6 milioni
- Nuovi clienti nel semestre: circa 173.000
- Risparmio gestito: circa 17,2 miliardi
- Strumenti finanziari amministrati: circa 15,2 miliardi
- Titoli di Stato: circa 7,3 miliardi
- ETF, ETC ed ETN: circa 4,4 miliardi
- Fondi comuni: circa 7,7 miliardi
- Prodotti assicurativi e previdenziali: circa 6,1 miliardi
- Gestioni patrimoniali individuali: circa 3,4 miliardi
- Raccolta netta nel solo giugno: circa 4,6 miliardi
Il quadro evidenzia quindi una netta preferenza per l’investimento rispetto alla liquidità.
Raccolta finanziaria in Italia 2026: il risparmio entra nei mercati
La raccolta finanziaria in Italia 2026 chiude il primo semestre con un risultato molto positivo.
Le reti di consulenza considerate raggiungono 35,1 miliardi di euro di raccolta netta, il 22,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il dato più significativo riguarda però la destinazione delle risorse.
Il 92,4% viene indirizzato agli investimenti, pari a circa 32,4 miliardi di euro. Soltanto il 7,6%, cioè circa 2,7 miliardi, rimane su conti correnti e depositi.
Inoltre, la platea supera 5,6 milioni di clienti e continua a crescere.
Risparmio gestito, titoli, fondi, prodotti assicurativi e portafogli diversificati diventano quindi protagonisti delle scelte finanziarie.
Il primo semestre 2026 mostra una tendenza chiara: i clienti delle reti di consulenza mantengono una quota relativamente ridotta delle nuove risorse in liquidità e destinano la grande maggioranza del risparmio ai mercati finanziari.
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