
Branded Entertainment in Italia: social media e TV al 34%
Il Branded Entertainment in Italia raggiunge 805 milioni di euro nel 2025, con una crescita del 10% rispetto all’anno precedente. La distribuzione degli investimenti mostra inoltre un dato significativo: social media e piattaforme di intrattenimento digitale raggiungono il 34%, la stessa quota della TV.
Il mercato continua quindi a spostarsi verso un modello sempre più integrato tra televisione, social, contenuti digitali e proprietà dei brand. Nel 2026 gli investimenti potrebbero crescere di un ulteriore 6%.
Branded Entertainment in Italia: i dati principali
Il mercato mostra una crescita significativa e una distribuzione degli investimenti sempre più equilibrata tra televisione e canali digitali.
I dati principali sono:
- 805 milioni di euro di mercato nel 2025;
- +10% rispetto al 2024;
- Branded Entertainment pari all’8% degli investimenti pubblicitari complessivi;
- TV al 34%;
- social media e piattaforme di intrattenimento digitale al 34%;
- editoria online all’11%;
- proprietà digitali e fisiche dei brand all’8%;
- OOH e attività sul territorio al 4%;
- audio-only al 4%;
- editoria cartacea al 3%;
- crescita prevista del 6% nel 2026;
- Food & Beverage al 24% del mercato.
I dati evidenziano quindi un mercato nel quale televisione e social hanno ormai lo stesso peso.
Il mercato raggiunge 805 milioni di euro
Nel 2025 il valore del Branded Entertainment arriva a 805 milioni di euro.
La crescita rispetto all’anno precedente raggiunge il 10%.
Il formato continua quindi a guadagnare spazio nelle strategie di marketing delle aziende italiane.
Il Branded Entertainment utilizza contenuti capaci di informare, intrattenere o raccontare una storia nella quale il marchio entra in modo coerente.
L’obiettivo non consiste soltanto nel mostrare un prodotto, ma nel costruire attenzione e relazione con il pubblico.
Il Branded Entertainment vale l’8% della pubblicità
Nel 2025 il settore rappresenta circa l’8% degli investimenti pubblicitari complessivi in Italia.
La quota mostra quanto questo approccio sia ormai entrato stabilmente nel media mix delle aziende.
I brand non utilizzano più soltanto spot, banner o annunci tradizionali.
Serie, video, programmi, podcast, eventi e contenuti social permettono di comunicare in modo più narrativo.
Questa evoluzione risponde anche al cambiamento delle abitudini del pubblico.
Social media e TV raggiungono entrambi il 34%
Il dato più significativo riguarda la distribuzione degli investimenti per canale.
La TV concentra il 34% del mercato.
Social media e piattaforme di intrattenimento digitale raggiungono esattamente la stessa quota: 34%.
Il digitale ha quindi raggiunto la televisione nella distribuzione degli investimenti in Branded Entertainment.
Il risultato mostra quanto Instagram, TikTok, YouTube e altre piattaforme siano diventate centrali per le strategie dei brand.
La TV mantiene un ruolo centrale
Il raggiungimento della parità non significa che la televisione abbia perso importanza.
Con il 34% degli investimenti, resta uno dei principali canali del mercato.
La TV continua a offrire grande copertura e capacità di costruire notorietà.
Programmi sponsorizzati, product placement, format originali e integrazioni editoriali possono creare una presenza del brand più articolata rispetto alla pubblicità tradizionale.
La differenza è che oggi la televisione condivide il primo posto con il digitale.
Social e intrattenimento digitale diventano protagonisti
Social media e piattaforme digitali raggiungono il 34%.
Il loro vantaggio nasce dalla possibilità di combinare contenuto, interazione e distribuzione.
Un video può essere visto, commentato, condiviso e trasformato in altre forme di comunicazione.
Le piattaforme permettono inoltre di raggiungere pubblici differenti con linguaggi specifici.
Il contenuto può così adattarsi meglio alle caratteristiche di ogni community.
Digital Marketing: verificare il ricordo del marchio
Prima di distribuire un format tra TV e social, un Digital Marketing Manager può proporre un test preliminare con alcuni potenziali destinatari. Dopo la visione, può chiedere quale marchio ricordano, quale messaggio hanno colto e cosa vorrebbero approfondire. Se ricordano soltanto il protagonista, può rivedere il collegamento tra brand e racconto, senza aggiungere continuamente loghi o citazioni commerciali. Questa attività di Digital Marketing avrebbe uno scopo preciso: verificare se l’intrattenimento comunica anche l’identità desiderata. Le risposte servirebbero a migliorare il progetto prima della diffusione, senza considerarle una previsione delle vendite.
Il pubblico cambia il modo di consumare contenuti
La crescita del digitale segue l’evoluzione delle abitudini degli utenti.
Le persone alternano televisione, smartphone, piattaforme video e social durante la giornata.
Per un brand diventa quindi sempre meno efficace ragionare su un solo canale.
Una campagna può nascere in TV, continuare sui social e svilupparsi attraverso contenuti digitali dedicati.
Il Branded Entertainment favorisce proprio questa integrazione.
L’editoria online raggiunge l’11%
L’editoria digitale rappresenta l’11% degli investimenti.
Siti editoriali, magazine online e piattaforme informative permettono di sviluppare contenuti più approfonditi.
Articoli, speciali, video e progetti multimediali possono integrare il brand all’interno di una narrazione coerente.
La qualità editoriale assume un ruolo fondamentale.
Un contenuto troppo promozionale rischia infatti di perdere efficacia e credibilità.
Le proprietà dei brand valgono l’8%
Le proprietà digitali e fisiche direttamente controllate dai brand rappresentano l’8% del mercato.
Siti, ecommerce, applicazioni, punti vendita e spazi proprietari permettono alle aziende di comunicare senza dipendere completamente da piattaforme esterne.
Questa autonomia offre maggiore controllo sull’esperienza e sui dati raccolti.
Il brand può inoltre costruire contenuti pensati per accompagnare il cliente durante tutto il percorso di relazione.
OOH e attività sul territorio al 4%
La comunicazione Out Of Home e le iniziative sul territorio raggiungono il 4%.
Eventi, installazioni e attività fisiche possono trasformare il contenuto in un’esperienza diretta.
Il vantaggio consiste nella possibilità di creare coinvolgimento reale e successivamente amplificarlo online.
Una singola iniziativa può generare foto, video e conversazioni che continuano sui social.
Il confine tra comunicazione fisica e digitale diventa così sempre meno netto.
L’audio-only rappresenta il 4%
Anche l’audio raccoglie il 4% degli investimenti.
Podcast, contenuti audio e altri formati possono creare una relazione particolarmente personale con l’ascoltatore.
La voce permette di sviluppare storie e approfondimenti senza richiedere attenzione visiva continua.
Per alcune aziende, l’audio può quindi diventare uno strumento utile per costruire autorevolezza e continuità.
L’editoria cartacea si ferma al 3%
La carta rappresenta il 3% del mercato.
La quota è la più bassa tra i canali indicati.
Riviste e pubblicazioni fisiche possono comunque mantenere valore in settori specifici, soprattutto quando il pubblico è molto definito.
Il dato mostra però chiaramente come il mercato si stia orientando verso canali digitali e audiovisivi.
Nel 2026 è prevista una crescita del 6%
Le prospettive restano positive.
Per il 2026 è prevista una crescita degli investimenti del 6%.
Se la tendenza continuerà, il Branded Entertainment rafforzerà ulteriormente il proprio peso nelle strategie pubblicitarie.
La crescita sarà sostenuta soprattutto dalla capacità di integrare contenuti, piattaforme e dati.
I brand cercheranno sempre più progetti misurabili e capaci di raggiungere pubblici specifici.
Il Marketing Manager tra produzione e distribuzione dei contenuti
Un Marketing Manager può costruire il budget del Branded Entertainment distinguendo ideazione, produzione, adattamenti e promozione. Prima di coinvolgere creator o case di produzione, può concordare versioni previste, revisioni e possibilità di riutilizzo sui diversi canali. Per esempio, il preventivo può comprendere un episodio completo, video verticali e sottotitoli, evitando di lasciare queste lavorazioni fuori dalla pianificazione iniziale. Inoltre, può prevedere una prima distribuzione limitata e criteri espliciti per ampliare la campagna. La scelta tra televisione e social verrebbe così collegata a pubblico, obiettivi e costi complessivi, anziché riprodurre automaticamente le quote di investimento del mercato.
Il Food & Beverage vale il 24% del mercato
Il settore Food & Beverage rappresenta il 24% del Branded Entertainment.
Quasi un quarto del mercato è quindi legato ad alimenti e bevande.
Il comparto si presta particolarmente bene a contenuti narrativi.
Ricette, cultura gastronomica, territorio, lifestyle ed esperienze permettono di raccontare prodotti e marchi senza limitarsi alla comunicazione commerciale tradizionale.
Perché il Food & Beverage funziona nel Branded Entertainment
Cibo e bevande fanno parte della vita quotidiana delle persone.
Questo rende più semplice costruire storie capaci di collegare il prodotto a emozioni, tradizioni e momenti sociali.
Un contenuto può raccontare un territorio, una ricetta o una persona.
Il prodotto entra così naturalmente nella narrazione.
Per questo motivo il Food & Beverage riesce a utilizzare con efficacia video, social, programmi televisivi ed eventi.
Dalla pubblicità al contenuto
Il Branded Entertainment cambia il rapporto tra marca e pubblico.
La pubblicità tradizionale interrompe spesso il contenuto per mostrare un messaggio.
In questo modello, invece, il brand partecipa direttamente alla creazione del contenuto.
Il valore deve però esistere anche per l’utente.
Una storia interessante, un approfondimento o un format divertente può attirare attenzione anche quando nasce da un progetto commerciale.
Il contenuto deve essere utile o interessante
La presenza di un brand non basta per rendere efficace un progetto.
Il pubblico deve trovare un motivo per dedicare tempo al contenuto.
Intrattenimento, informazione, utilità e qualità narrativa diventano quindi elementi centrali.
Un progetto costruito soltanto per mostrare continuamente il prodotto rischia di essere percepito come una normale pubblicità.
La differenza nasce dalla capacità di mettere il contenuto al centro.
Social Media Marketing e Branded Entertainment
La crescita dei social al 34% rende il Social Media Marketing sempre più importante.
Instagram, TikTok e YouTube permettono di sviluppare format pensati per linguaggi e pubblici differenti.
Un contenuto può partire da un video lungo e trasformarsi in clip, storie e contenuti brevi.
Questa capacità di adattamento aumenta la durata della campagna.
Il brand può inoltre osservare commenti, condivisioni e altre interazioni per capire la risposta del pubblico.
TV e social possono lavorare insieme
Il dato del 34% per entrambi i canali non deve essere letto come una sfida tra televisione e digitale.
I due mezzi possono rafforzarsi a vicenda.
Una campagna televisiva può generare notorietà su larga scala.
I social possono successivamente approfondire il racconto, coinvolgere le persone e mantenere viva la conversazione.
L’integrazione permette quindi di sfruttare i punti di forza di entrambi.
La misurazione diventa fondamentale
La crescita degli investimenti aumenta anche la richiesta di risultati misurabili.
Visualizzazioni e impression raccontano soltanto una parte dell’efficacia.
Le aziende possono analizzare anche interazioni, tempo di fruizione, ricerche del brand, traffico e comportamento degli utenti.
Nei progetti più evoluti, questi dati possono essere collegati anche alle vendite.
La misurazione aiuta così a comprendere quali contenuti generano realmente valore.
Branded Entertainment in Italia: cosa emerge dai dati
Il Branded Entertainment in Italia raggiunge 805 milioni di euro nel 2025, con una crescita del 10% rispetto all’anno precedente.
Il settore rappresenta circa l’8% degli investimenti pubblicitari complessivi.
TV e social media condividono il primo posto con il 34% ciascuno. Seguono editoria online all’11%, proprietà digitali e fisiche dei brand all’8%, OOH e audio-only al 4% e carta al 3%.
Per il 2026 è prevista un’ulteriore crescita del 6%, mentre il Food & Beverage rappresenta già il 24% dell’intero mercato.
I dati mostrano una trasformazione chiara: il pubblico si muove continuamente tra televisione, social e altri canali digitali. Per i brand diventa quindi sempre più importante creare contenuti capaci di vivere su piattaforme diverse, offrire valore e costruire una relazione più forte con le persone.
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