Auto in Italia: -13,6% rispetto all’anno 2019

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Mercato auto in Italia: -13,6% rispetto al 2019

Il mercato auto in Italia torna a crescere nel 2026, ma rimane ancora lontano dai livelli precedenti alla pandemia. Nei primi nove mesi dell’anno sono state immatricolate 1.268.964 autovetture, con un aumento dell’8,7% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Il confronto con il 2019 mostra però una situazione diversa. Tra gennaio e settembre di quell’anno le immatricolazioni erano state 1.469.294: il mercato attuale registra quindi ancora un divario negativo del 13,6%.

Mercato auto in Italia: i dati principali

I numeri mostrano una ripresa evidente rispetto al 2025, ma non ancora sufficiente per recuperare i volumi del 2019.

I dati principali sono:

  • 1.268.964 immatricolazioni tra gennaio e settembre 2026;
  • 1.167.542 immatricolazioni nello stesso periodo del 2025;
  • crescita dell’8,7% in un anno;
  • 1.469.294 immatricolazioni nei primi nove mesi del 2019;
  • divario del 13,6% rispetto al 2019;
  • 139.356 auto immatricolate a settembre 2026;
  • crescita mensile del 9,9% rispetto a settembre 2025;
  • ibride HEV al 44,7% del mercato;
  • benzina al 24,8%;
  • ibride plug-in PHEV all’11,1%;
  • diesel al 9,4%;
  • elettriche pure BEV al 7,6%;
  • altre alimentazioni al 2,4%.

Il mercato cresce quindi nei volumi e contemporaneamente cambia nella composizione delle alimentazioni.

Oltre 1,26 milioni di auto immatricolate

Tra gennaio e settembre 2026 vengono immatricolate 1.268.964 nuove autovetture.

Nello stesso periodo del 2025 erano state 1.167.542.

In dodici mesi il mercato guadagna quindi oltre 101.000 immatricolazioni.

L’incremento dell’8,7% rappresenta un segnale positivo per il settore automotive italiano e indica una domanda più dinamica rispetto all’anno precedente.

Il confronto con il 2019 resta negativo

La crescita annuale non significa però che il mercato abbia recuperato i livelli storici.

Nei primi nove mesi del 2019 erano state immatricolate 1.469.294 autovetture.

Rispetto a quel valore, nel 2026 mancano ancora oltre 200.000 unità.

Il divario del 13,6% mostra quindi un mercato in ripresa, ma ancora più piccolo rispetto alla fase precedente alla pandemia.

Perché il 2019 resta un riferimento importante

Il confronto con il 2019 permette di distinguere una crescita congiunturale da un recupero strutturale.

Confrontare il 2026 soltanto con il 2025 evidenzia un aumento dell’8,7%.

Utilizzando invece come riferimento il 2019 emerge un mercato ancora inferiore del 13,6%.

Le due percentuali descrivono entrambe correttamente la situazione, ma raccontano aspetti differenti.

Il settore sta migliorando nel breve periodo senza avere ancora recuperato completamente i volumi persi negli ultimi anni.

Settembre 2026 cresce del 9,9%

Il singolo mese di settembre conferma il miglioramento.

Le nuove immatricolazioni raggiungono 139.356 unità.

Nel settembre 2025 erano state 126.781.

La differenza supera quindi 12.500 vetture e corrisponde a una crescita del 9,9%.

Il risultato mensile contribuisce in modo significativo all’aumento registrato nei primi nove mesi dell’anno.

Le auto ibride dominano il mercato

La trasformazione più evidente riguarda le alimentazioni.

Le vetture ibride non ricaricabili, indicate come HEV, raggiungono il 44,7% delle immatricolazioni di settembre.

Quasi un’automobile nuova su due appartiene quindi a questa categoria.

Le ibride tradizionali rappresentano ormai la prima alimentazione del mercato italiano, con una distanza molto ampia rispetto a benzina, diesel, elettrico e plug-in.

Digital Marketing auto: percorsi distinti per privati e flotte aziendali

Una concessionaria può organizzare il Digital Marketing distinguendo chi cerca un’auto personale da chi valuta una flotta aziendale. Il Digital Marketing Manager può creare pagine e richieste di contatto separate, anziché promuovere ogni motorizzazione con lo stesso messaggio. Per i privati, può proporre un test drive e la valutazione dell’usato. Per le aziende, invece, può predisporre richieste dedicate al noleggio, raccogliendo indicazioni su percorrenza prevista e servizi richiesti. Il confronto tra ibride ed elettriche diventa così parte di una proposta concreta, collegata all’utilizzo del veicolo.

Benzina al 24,8%

Le auto a benzina mantengono una quota significativa.

A settembre rappresentano il 24,8% del mercato.

Circa un’auto nuova su quattro utilizza quindi ancora una motorizzazione a benzina.

Il dato mostra come la transizione verso nuove alimentazioni proceda gradualmente.

Il mercato italiano non si sta spostando da una tecnologia a un’altra in modo immediato, ma attraversa una fase caratterizzata dalla presenza contemporanea di diverse soluzioni.

Diesel sceso al 9,4%

Il diesel rappresenta il 9,4% delle immatricolazioni mensili.

La quota appare ormai molto distante dai livelli raggiunti in passato.

Il cambiamento delle normative, l’evoluzione dell’offerta e le nuove preferenze dei consumatori hanno ridimensionato progressivamente questa alimentazione.

Il diesel mantiene comunque una presenza nel mercato, soprattutto per determinate esigenze di percorrenza e utilizzo.

Le plug-in raggiungono l’11,1%

Le ibride plug-in PHEV registrano una crescita significativa.

A settembre 2026 raggiungono l’11,1% del mercato.

Un anno prima la quota era dell’8,5%.

L’aumento è quindi di 2,6 punti percentuali.

Le PHEV superano ormai sia le auto diesel sia le elettriche pure nella distribuzione delle immatricolazioni mensili.

Il noleggio spinge le ibride plug-in

Una parte importante delle immatricolazioni PHEV arriva dal noleggio a lungo termine.

Oltre il 40% delle plug-in viene infatti immatricolato attraverso questo canale.

Il dato evidenzia il ruolo delle flotte e del noleggio nella transizione del mercato.

Le formule a lungo termine permettono ad aziende e utilizzatori di accedere a nuove tecnologie senza dover necessariamente acquistare direttamente il veicolo.

Per questo motivo, il canale può incidere fortemente sulla diffusione delle nuove motorizzazioni.

Le auto elettriche raggiungono il 7,6%

Le vetture elettriche pure BEV arrivano al 7,6% delle immatricolazioni di settembre.

Nel settembre 2025 rappresentavano il 5,6%.

In un anno la quota aumenta quindi di 2 punti percentuali.

La crescita è evidente, ma l’elettrico puro continua a rappresentare una parte minoritaria del mercato italiano.

La diffusione procede quindi, ma con una velocità inferiore rispetto a quella osservata per le motorizzazioni ibride.

Oltre il 52% delle BEV viene acquistato dai privati

I clienti privati rappresentano oltre il 52% delle immatricolazioni di auto elettriche pure.

Più della metà delle BEV trova quindi acquirenti direttamente tra le famiglie e i consumatori.

Il dato mostra che la domanda privata esiste e contribuisce in modo concreto alla crescita dell’elettrico.

Prezzo di acquisto, autonomia, disponibilità della ricarica e costi di utilizzo continuano però a influenzare la scelta.

Le ibride raggiungono quasi metà del mercato

Sommando il peso delle diverse tecnologie ibride emerge quanto il mercato sia cambiato.

Le HEV rappresentano il 44,7%, mentre le PHEV raggiungono l’11,1%.

Le due categorie insieme superano quindi la metà delle nuove immatricolazioni mensili.

Le soluzioni ibride stanno svolgendo un ruolo centrale nella fase di transizione, offrendo ai consumatori un’alternativa tra motorizzazioni tradizionali ed elettrico puro.

Dal preventivo alla vendita: il ruolo del Marketing Manager

Un Marketing Manager può affiancare ai dati sulle immatricolazioni un’analisi dei passaggi che precedono la vendita in concessionaria. Per ogni campagna, può confrontare richieste ricevute, appuntamenti fissati, prove effettuate e contratti conclusi. Se arrivano molti contatti ma pochi appuntamenti, può verificare tempi di risposta e disponibilità delle vetture prima di aumentare il budget pubblicitario. Inoltre, può raccogliere i motivi della rinuncia, distinguendo prezzo, tempi di consegna e caratteristiche del modello. L’obiettivo è individuare dove intervenire nel percorso commerciale, senza confondere l’aumento dei contatti con quello delle vendite.

Le alimentazioni tradizionali perdono centralità

Benzina e diesel raggiungono complessivamente il 34,2% del mercato di settembre.

Le motorizzazioni elettrificate hanno ormai un peso superiore.

Questo cambiamento modifica anche le strategie delle case automobilistiche.

I produttori devono ampliare l’offerta di modelli ibridi ed elettrici, investendo contemporaneamente in batterie, software e nuove piattaforme.

La concorrenza si sposta quindi sempre di più verso tecnologia ed efficienza.

Il mercato cresce, ma non è ancora normalizzato

L’aumento dell’8,7% nei primi nove mesi rappresenta un segnale di recupero.

Tuttavia, la distanza del 13,6% dal 2019 impedisce di considerare completamente normalizzati i volumi.

Il settore deve ancora recuperare oltre 200.000 immatricolazioni per tornare ai livelli registrati nello stesso periodo del 2019.

La crescita del 2026 va quindi interpretata come una fase positiva all’interno di un percorso di recupero ancora incompleto.

Prezzo e potere d’acquisto influenzano le vendite

L’acquisto di un’automobile rappresenta una delle spese più importanti per molte famiglie.

Inflazione, tassi, costo del credito e reddito disponibile possono quindi rallentare la sostituzione del veicolo.

Quando il prezzo delle auto cresce, i consumatori possono mantenere più a lungo la vettura già posseduta oppure orientarsi verso il mercato dell’usato.

Questi fattori contribuiscono a spiegare perché il recupero dei volumi possa richiedere più tempo.

Il rinnovo del parco auto resta una sfida

Un mercato nuovo più piccolo può avere conseguenze anche sull’età media delle vetture circolanti.

Se le sostituzioni rallentano, le auto rimangono sulla strada più a lungo.

Il rinnovo del parco assume quindi importanza per sicurezza, consumi ed emissioni.

Favorire l’ingresso di vetture più recenti non significa soltanto aumentare le immatricolazioni.

Significa anche accelerare la diffusione di tecnologie più efficienti e sistemi di sicurezza più moderni.

La transizione cambia il settore automotive

La crescita di HEV, PHEV e BEV mostra una trasformazione ormai evidente.

Il consumatore dispone di un numero crescente di alternative.

La scelta non riguarda più soltanto marca, modello e prezzo.

Entrano in gioco anche tipo di alimentazione, autonomia elettrica, disponibilità di ricarica e costo di utilizzo.

Per concessionarie e case automobilistiche aumenta quindi anche la necessità di spiegare in modo semplice le differenze tra le varie tecnologie.

Digital Marketing e mercato automobilistico

Il percorso di acquisto di un’automobile comincia sempre più spesso online.

Gli utenti confrontano modelli, prezzi, consumi e caratteristiche prima di visitare una concessionaria.

Video, motori di ricerca, configuratori e recensioni influenzano le diverse fasi della decisione.

Per i brand automotive, Digital Marketing e presenza online diventano quindi essenziali.

La crescita delle nuove alimentazioni rende ancora più importante creare contenuti capaci di spiegare tecnologie che molti consumatori stanno valutando per la prima volta.

Mercato auto in Italia: cosa emerge dai dati

Il mercato auto in Italia registra una ripresa significativa nel 2026.

Nei primi nove mesi vengono immatricolate 1.268.964 autovetture, con una crescita dell’8,7% rispetto alle 1.167.542 dello stesso periodo del 2025.

Il confronto con il 2019 rimane però negativo. Rispetto alle 1.469.294 immatricolazioni di allora, il mercato perde ancora il 13,6%.

Parallelamente cambia la composizione delle vendite. Le ibride HEV raggiungono il 44,7%, le PHEV l’11,1% e le elettriche pure il 7,6%.

Benzina e diesel mantengono una presenza importante, ma non occupano più la posizione dominante del passato.

I dati descrivono quindi un settore in graduale recupero e contemporaneamente impegnato in una profonda trasformazione tecnologica. La crescita è tornata, ma il ritorno ai volumi precedenti alla pandemia resta ancora da completare.