AMAZON: il sito di E-Commerce licenzia 27.150 persone in meno di 5 mesi

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AMAZON: il sito di E-Commerce licenzia 27.150 persone in meno di 5 mesi
Video ed Articolo, realizzati da: DigitalMarketingManager.org

21 Marzo 2023

La “tecnica” utilizzata dalle “Risorse NON Umane”, è quella di “diluire i licenziamenti” tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023, in modo tale che possano sembrare di meno, ma se si fanno bene i calcoli, c’è poco da nascondere: sono 27.150 persone licenziate da Amazon, in meno di 5 mesi.

Ecco le date principali:
20 Marzo 2023 – 9.000 licenziamenti
4 Gennaio 2023 – 8.000 licenziamenti
16 Novembre 2022 – 10.000 licenziamenti
28 Ottobre 2022 – 150 licenziamenti

I licenziamenti riguardano vari settori di Amazon, come cloud computing e pubblicità, per cercare di risparmiare in tutte le divisioni dell’azienda.

Amazon ha assunto migliaia di persone durante la pandemia, ma ora sta riducendo le aree non redditizie, e congelando le nuove assunzioni.

L’azienda si aspetta un aumento del turnover volontario, poiché il ritorno in ufficio non è ben visto da molti dipendenti del sito di e-commerce.

La spesa per il cloud negli Stati Uniti è cresciuta meno del previsto, il che potrebbe influire negativamente sul settore cloud di Amazon, anche nel settore AWS, che sta vivendo il momento di crescita più lento, da quando l’azienda ha iniziato a mostrarne i risultati finanziari separatamente.

Amazon ha ridotto i progetti e gli investimenti in alcune aree, come sospendere la costruzione del suo secondo quartier generale e chiudere negozi Amazon Go.

Licenziamenti Amazon 2023: oltre 27.000 posti tagliati

I licenziamenti Amazon del 2023 rappresentano una delle più grandi riduzioni di personale nella storia del gruppo.

Il video parte da un dato forte: tra la fine del 2022 e marzo 2023 Amazon annunciò tagli che, considerando le diverse fasi, superarono complessivamente 27.000 posizioni.

Dietro questo numero c’era però una trasformazione più ampia. Dopo la forte espansione durante la pandemia, Amazon iniziò a ridurre costi, personale e alcuni investimenti.

Licenziamenti Amazon 2023: come si arriva a oltre 27.000

La sequenza dei tagli deve essere letta con attenzione.

Nell’ottobre 2022 circa 150 persone furono interessate dalla riduzione della divisione Amp. A novembre iniziarono poi tagli molto più ampi, inizialmente stimati dalla stampa in circa 10.000 posti.

A gennaio 2023 Amazon chiarì il quadro: le riduzioni avviate a novembre e quelle successive avrebbero interessato poco più di 18.000 ruoli complessivi. Il dato dei 18.000 includeva quindi i precedenti tagli e non doveva essere aggiunto integralmente ai 10.000 già annunciati.

Il 20 marzo arrivò una nuova decisione: altre 9.000 posizioni sarebbero state eliminate.

Il totale delle due grandi fasi sale così a oltre 27.000 posti, ai quali il contenuto originale associa anche i circa 150 tagli di Amp.

Dove furono concentrati i tagli

La prima grande riorganizzazione interessò soprattutto Amazon Stores e People Experience and Technology, la divisione che comprende parte delle funzioni legate alle risorse umane.

La seconda fase coinvolse invece soprattutto:

  • Amazon Web Services (AWS);
  • pubblicità;
  • Twitch;
  • People Experience and Technology.

Amazon spiegò che l’obiettivo era rendere l’organizzazione più snella e concentrare gli investimenti sulle attività considerate strategiche.

Dalla crescita della pandemia alla riduzione dei costi

Per comprendere i licenziamenti bisogna tornare agli anni della pandemia.

L’e-commerce aveva registrato una crescita eccezionale e Amazon aveva aumentato rapidamente la propria forza lavoro.

Nel solo 2020 l’azienda annunciò inizialmente 100.000 nuove assunzioni nella rete operativa statunitense. Successivamente ne aggiunse altre 75.000 per rispondere alla forte domanda.

Con il ritorno verso abitudini di consumo più normali, quel livello di espansione non era più sostenibile nello stesso modo.

Lo stesso CEO Andy Jassy indicò tra le ragioni dei tagli la crescita molto rapida dell’organico negli anni precedenti e l’incertezza economica.

Ridurre il personale non significava fermare Amazon

I tagli non rappresentavano l’abbandono dell’e-commerce, del cloud o della pubblicità.

Amazon continuava a investire in molte attività considerate strategiche.

La riorganizzazione puntava piuttosto a ridurre i costi nelle aree nelle quali l’azienda riteneva di avere una struttura troppo ampia.

Questo è un passaggio importante.

Licenziamenti e crisi aziendale non sono necessariamente sinonimi. Una grande impresa può ridurre personale in alcune divisioni e continuare nello stesso periodo a investire in altre.

Anche AWS finisce sotto pressione

Uno degli elementi più significativi riguardò Amazon Web Services.

AWS era uno dei principali motori economici del gruppo, ma anche il cloud iniziò a risentire di clienti più attenti alla spesa.

Nel marzo 2023 Amazon incluse quindi AWS tra le divisioni interessate dai nuovi 9.000 tagli.

La decisione mostrava che la ricerca di efficienza non riguardava soltanto attività marginali o poco redditizie.

Anche settori strategici potevano essere riorganizzati quando la crescita rallentava o cambiavano le priorità.

Pubblicità e Twitch coinvolte nella riorganizzazione

La seconda fase colpì anche Amazon Advertising e Twitch.

La pubblicità digitale rappresentava già una parte importante dell’ecosistema Amazon. Tuttavia, essere un’attività in crescita non significava essere esclusa dalla revisione dei costi.

Lo stesso valeva per Twitch.

Il principio seguito dall’azienda era quello di rivedere dimensioni dei team, investimenti e priorità in numerose divisioni.

Non si trattava quindi di un singolo reparto in difficoltà, ma di una revisione più ampia della struttura.

Amazon registrò centinaia di milioni di costi per le uscite

I licenziamenti hanno anche un costo immediato per un’impresa.

Nei documenti depositati alla SEC, Amazon indicò circa 510 milioni di dollari di costi stimati per severance, principalmente collegati alle eliminazioni di ruoli, nei primi sei mesi del 2023.

Ridurre l’organico può quindi diminuire i costi nel medio periodo, ma richiede inizialmente spese per indennità e altre misure collegate alle uscite.

Il messaggio del video: dalla crescita all’efficienza

Il punto centrale del video è il rapido cambio di scenario.

Durante la pandemia Amazon aveva bisogno di aumentare velocemente personale e capacità operativa. Poco tempo dopo, il gruppo passò invece a una fase caratterizzata da riduzione dei costi e maggiore efficienza.

È un esempio particolarmente chiaro di quanto rapidamente possa cambiare il mercato tecnologico.

Una struttura adeguata durante una fase di crescita eccezionale può diventare troppo grande quando domanda e condizioni economiche cambiano.

Licenziamenti Amazon e trasformazione del lavoro digitale

Il caso Amazon riguarda anche il più ampio mercato del lavoro tecnologico.

Negli stessi anni molte grandi aziende digitali ridussero gli organici dopo una fase di forti assunzioni.

Il fenomeno mostrò come anche professioni considerate molto richieste potessero essere coinvolte in rapide riorganizzazioni.

Cloud, advertising, e-commerce e tecnologia continuarono a essere settori importanti. Tuttavia, le aziende iniziarono a prestare maggiore attenzione a produttività, costi e dimensione dei team.

Licenziamenti Amazon: il significato del video

I licenziamenti Amazon del 2023 raccontano soprattutto il passaggio da una fase di espansione eccezionale a una fase di razionalizzazione.

Il dato più corretto è parlare di oltre 27.000 posizioni eliminate nelle due grandi ondate annunciate tra novembre 2022 e marzo 2023.

I 18.000 comunicati a gennaio comprendevano infatti le riduzioni già iniziate a novembre. A questi si aggiunsero successivamente altri 9.000 posti.

Il video mostra quindi una realtà tipica dell’economia digitale: crescita e riduzione possono susseguirsi molto rapidamente quando cambiano domanda, investimenti e priorità aziendali.

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