39,3 Miliardi € spesi per i farmaci, in Italia nel 2025. Bambini con disturbi mentali: in crescita il consumo di psicofarmaci

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Spesa farmaceutica in Italia 2025: 39,3 miliardi di euro

La spesa farmaceutica in Italia 2025 raggiunge 39,3 miliardi di euro, con una crescita del 6% rispetto all’anno precedente. Aumenta quindi il valore complessivo dei farmaci utilizzati dagli italiani, mentre emergono cambiamenti importanti anche nei consumi.

Nel corso dell’anno sono state dispensate circa 1,9 miliardi di confezioni di farmaci. Inoltre, il 66,9% dei cittadini ha ricevuto almeno una prescrizione.

Uno dei dati più rilevanti riguarda bambini e adolescenti. Le prescrizioni di psicofarmaci nella popolazione con meno di 18 anni aumentano del 12,1% nel 2025.

La crescita interessa soprattutto alcuni trattamenti per ADHD, antipsicotici e antidepressivi. Allo stesso tempo, rimangono forti differenze territoriali nell’utilizzo dei medicinali e nella spesa sostenuta direttamente dalle famiglie.

Spesa farmaceutica in Italia 2025: +6% in un anno

La spesa farmaceutica in Italia 2025 sale a 39,3 miliardi di euro.

Rispetto al 2024, l’incremento raggiunge il 6%.

Il mercato dei farmaci continua quindi a crescere sia per l’introduzione di nuove terapie sia per l’evoluzione dei consumi.

Inoltre, l’invecchiamento della popolazione contribuisce ad aumentare la domanda. Infatti, con l’età cresce generalmente il numero di medicinali utilizzati.

Nel complesso, la spesa farmaceutica rappresenta una componente sempre più importante della sanità italiana.

1,9 miliardi di confezioni di farmaci nel 2025

Nel 2025 vengono dispensate circa 1,9 miliardi di confezioni considerando l’assistenza territoriale pubblica e privata.

Il dato evidenzia la dimensione del consumo farmaceutico nazionale.

In regime di assistenza convenzionata, ogni cittadino utilizza mediamente circa 18 confezioni di farmaci all’anno.

Il volume complessivo delle confezioni territoriali registra comunque una lieve diminuzione dello 0,5% rispetto all’anno precedente.

Quindi, mentre la quantità complessiva rimane sostanzialmente stabile, la spesa cresce.

Questo fenomeno indica che l’aumento del valore economico del mercato non dipende soltanto da un maggiore numero di confezioni vendute.

Il 66,9% degli italiani riceve almeno una prescrizione

Nel corso del 2025 il 66,9% degli assistiti riceve almeno una prescrizione farmaceutica.

In pratica, circa due italiani su tre utilizzano almeno un medicinale prescritto durante l’anno.

Il consumo varia però in modo significativo in base all’età.

La popolazione anziana utilizza una quantità maggiore di farmaci rispetto alle fasce più giovani. Inoltre, gli over 64 assorbono oltre il 60% della spesa e quasi il 70% delle dosi.

Il progressivo invecchiamento della popolazione italiana rappresenta quindi uno dei fattori che influenzano maggiormente il mercato farmaceutico.

Spesa pubblica per i farmaci a 28,4 miliardi

Una parte consistente della spesa viene sostenuta dal sistema sanitario pubblico.

Nel 2025 la spesa pubblica farmaceutica raggiunge 28,4 miliardi di euro, con un aumento del 5,8% rispetto al 2024.

La componente pubblica rappresenta il 72,2% della spesa farmaceutica complessiva.

Inoltre, equivale a circa il 20% della spesa sanitaria pubblica totale.

Quasi tre quarti della spesa per medicinali sono quindi sostenuti attraverso il sistema pubblico.

La quota restante ricade direttamente sui cittadini attraverso diverse forme di acquisto e compartecipazione.

Strutture sanitarie pubbliche: spesa a 18,9 miliardi

Gli acquisti effettuati dalle strutture sanitarie pubbliche raggiungono 18,9 miliardi di euro.

Il valore aumenta del 6,2% rispetto al 2024.

In questa categoria rientrano, tra gli altri, gli acquisti effettuati da ospedali, aziende sanitarie, RSA e altre strutture pubbliche.

La crescita riflette anche il maggiore utilizzo di farmaci innovativi e terapie caratterizzate da costi elevati.

Alcuni medicinali utilizzati soprattutto in oncologia e nelle malattie croniche incidono infatti in modo significativo sulla spesa totale.

Spesa territoriale pubblica a 14,3 miliardi

La spesa territoriale pubblica raggiunge invece 14,3 miliardi di euro.

L’aumento rispetto al 2024 è del 3,5%.

Questa componente comprende i medicinali erogati attraverso diversi canali territoriali.

Il dato conferma quindi una crescita generalizzata della spesa farmaceutica, anche se con velocità differenti tra le varie componenti.

In particolare, gli acquisti delle strutture pubbliche aumentano più rapidamente rispetto alla spesa territoriale.

Farmaci, salute e comunicazione nel Digital Marketing

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I cittadini spendono 10,7 miliardi di tasca propria

Una parte rilevante della spesa farmaceutica in Italia viene sostenuta direttamente dai cittadini.

Nel 2025 la spesa privata raggiunge 10,7 miliardi di euro, con un incremento del 7,5%.

A crescere sono diverse categorie di acquisto.

I medicinali di classe A comprati privatamente aumentano del 16,2%, mentre i farmaci di fascia C con ricetta crescono del 7,4%.

Anche i medicinali di automedicazione registrano un incremento del 6,5%.

Di conseguenza, la spesa sostenuta direttamente dalle famiglie aumenta più velocemente della componente pubblica.

Acquisti privati di farmaci in forte aumento

Tra i fenomeni evidenziati nel mercato farmaceutico emerge anche una forte crescita degli acquisti privati, con un incremento indicato dell’85,7% nella voce analizzata.

Questo dato richiama l’attenzione sul peso crescente della spesa sostenuta direttamente dai cittadini.

Inoltre, alcuni nuovi antibiotici e antidiabetici non rimborsati possono comportare un costo interamente a carico del consumatore.

Il tema diventa particolarmente importante quando si tratta di terapie continuative.

Infatti, una spesa ripetuta nel tempo può incidere in modo rilevante sul bilancio familiare.

Psicofarmaci nei bambini: prescrizioni +12,1%

Uno dei dati più delicati riguarda l’utilizzo di psicofarmaci nei bambini e negli adolescenti.

Nel 2025 le prescrizioni aumentano del 12,1%.

La prevalenza d’uso tra i minori di 18 anni raggiunge lo 0,64%.

In termini più semplici, si tratta di circa 6,4 bambini e adolescenti ogni 1.000.

Il dato rimane contenuto in termini assoluti. Tuttavia, la crescita annuale è significativa e prosegue una tendenza già osservata negli anni precedenti.

Consumo di psicofarmaci triplicato dal 2016

L’andamento di lungo periodo mostra una trasformazione ancora più evidente.

Dal 2016 al 2025, il consumo di psicofarmaci tra bambini e adolescenti risulta triplicato.

La crescita non riguarda un’unica categoria terapeutica.

Aumentano infatti alcuni farmaci utilizzati per ADHD, disturbi psichiatrici e depressione.

Questo andamento rende il consumo di psicofarmaci in età pediatrica uno degli indicatori da osservare con maggiore attenzione nei prossimi anni.

Allo stesso tempo, il livello italiano resta inferiore rispetto a quello osservato in diversi altri Paesi.

Metilfenidato per ADHD: +28,9%

Tra i medicinali che registrano gli aumenti più elevati troviamo il metilfenidato.

Nel 2025 il suo utilizzo cresce del 28,9%.

Il farmaco viene impiegato nel trattamento dell’ADHD in specifiche condizioni cliniche.

La crescita è nettamente superiore rispetto al +12,1% registrato complessivamente dagli psicofarmaci nella popolazione pediatrica.

Il dato indica quindi un aumento particolarmente rapido di questa categoria terapeutica.

Antipsicotici in crescita tra bambini e adolescenti

Aumenta anche l’utilizzo di alcuni antipsicotici.

L’aripiprazolo registra una crescita del 14,6%, mentre il risperidone aumenta del 13,3%.

Entrambi i valori superano il 10% in un solo anno.

La crescita delle prescrizioni non permette, da sola, di stabilire le cause del fenomeno.

Tuttavia, segnala un maggiore ricorso a questi medicinali nella popolazione pediatrica e adolescenziale.

Per questo motivo, il monitoraggio delle prescrizioni assume un ruolo importante.

Antidepressivi: sertralina +9,6%

Cresce anche l’impiego di alcuni antidepressivi.

La sertralina registra un aumento del 9,6% nel 2025.

Il dato si inserisce nella crescita complessiva dei farmaci destinati al sistema nervoso centrale.

Inoltre, tra bambini e adolescenti aumentano anche gli antiepilettici.

Il quadro mostra quindi un cambiamento nelle tipologie di medicinali utilizzati dalla popolazione più giovane.

Il ruolo del Marketing Manager nella comunicazione sanitaria

Un Marketing Manager che opera nel settore farmaceutico o sanitario deve considerare non soltanto gli obiettivi commerciali, ma anche la sensibilità degli argomenti trattati. Nel Digital Marketing, campagne, contenuti informativi e attività sui social possono contribuire a migliorare la conoscenza dei servizi e favorire una comunicazione più consapevole. Per un Digital Marketing Manager diventa quindi fondamentale bilanciare efficacia, trasparenza e responsabilità, soprattutto quando il pubblico comprende famiglie, bambini e adolescenti.

Quanti bambini assumono farmaci in Italia

Nel 2025 circa il 46,3% della popolazione pediatrica ha ricevuto almeno una terapia farmacologica.

In termini assoluti, si tratta di circa 4,1 milioni di bambini e adolescenti.

Quasi un minore su due utilizza quindi almeno un farmaco nel corso dell’anno.

La categoria più utilizzata rimane quella degli antinfettivi per uso sistemico.

Tuttavia, proprio gli antibiotici mostrano una significativa diminuzione dei consumi.

Antibiotici pediatrici in calo del 21,9%

Nel 2025 l’utilizzo degli antinfettivi sistemici in età pediatrica diminuisce del 21,9%.

Il calo rappresenta un’inversione rispetto all’andamento osservato negli anni precedenti.

Gli antibiotici rimangono comunque tra i medicinali più utilizzati dai bambini.

Dopo gli antinfettivi troviamo i farmaci dell’apparato respiratorio e quelli destinati al sistema nervoso centrale.

Mentre le prime due categorie diminuiscono, i farmaci neurologici e gli psicofarmaci mostrano invece una crescita.

Consumo di antibiotici in calo anche nella popolazione generale

La riduzione degli antibiotici non riguarda soltanto i bambini.

Nel 2025 il consumo degli antibatterici sistemici nell’assistenza convenzionata diminuisce del 7,9%.

La spesa collegata scende invece dell’8,6%.

Al contrario, gli acquisti effettuati dalle strutture pubbliche registrano un leggero aumento del 2,4%.

I dati mostrano quindi un quadro differenziato in base al canale di utilizzo.

Differenze territoriali nell’uso degli psicofarmaci

Il consumo di psicofarmaci tra i minori non è uniforme sul territorio nazionale.

Le Regioni del Centro Italia registrano tassi superiori di oltre il 50% rispetto alla media nazionale.

Questa differenza evidenzia una forte variabilità territoriale.

Le cause possono essere numerose e comprendere diversi modelli di presa in carico, diagnosi, prescrizione e accesso ai servizi.

Pertanto, il dato nazionale dello 0,64% nasconde situazioni regionali molto diverse.

Farmaci equivalenti ancora poco utilizzati

Un’altra caratteristica del mercato italiano riguarda i farmaci equivalenti.

Nel 2025 i medicinali a brevetto scaduto rappresentano l’88,1% dei consumi dei farmaci di classe A in assistenza convenzionata.

Tuttavia, gli equivalenti rappresentano soltanto il 32,1% dei consumi nella specifica categoria considerata.

Esistono quindi ancora ampi margini per una maggiore diffusione dei generici.

Il fenomeno è particolarmente evidente nelle Regioni meridionali.

Sud Italia: maggiore resistenza al farmaco generico

Calabria, Sicilia e Campania sono tra le Regioni dove la spesa sostenuta dai cittadini per scegliere il farmaco di marca risulta più elevata.

Nel Sud e nelle Isole la compartecipazione raggiunge mediamente 22,35 euro pro capite.

Al Nord il valore scende invece a 13,73 euro.

La differenza sfiora quindi i 9 euro per abitante.

Il dato indica una maggiore resistenza, soprattutto nel Mezzogiorno, alla sostituzione del farmaco di marca con il medicinale equivalente.

Oltre un miliardo speso per scegliere il farmaco di marca

Nel 2025 la spesa sostenuta dai cittadini per la quota eccedente il prezzo di riferimento dei medicinali a brevetto scaduto raggiunge circa 1,04 miliardi di euro.

La media nazionale è pari a 17,71 euro per abitante.

Le differenze geografiche restano marcate.

Nel Sud e nelle Isole la spesa complessiva raggiunge 432,7 milioni di euro.

Al Centro arriva a 230,6 milioni, mentre al Nord si attesta a 380,4 milioni.

Una maggiore diffusione dei medicinali equivalenti potrebbe quindi incidere sulla spesa sostenuta direttamente dalle famiglie.

Farmaci equivalenti e biosimilari: due situazioni differenti

L’Italia mostra due comportamenti molto diversi.

Da una parte, l’utilizzo dei medicinali equivalenti rimane relativamente contenuto, soprattutto in alcune Regioni.

Dall’altra, il Paese registra una forte diffusione dei farmaci biosimilari.

Nel 2025 i biosimilari raggiungono il 71,4% dei consumi nella categoria considerata.

Quindi, la difficoltà nell’utilizzo dei generici tradizionali non si ripete nello stesso modo per i biosimilari.

Il mercato farmaceutico italiano presenta così dinamiche molto differenti in base al tipo di medicinale.

Farmaci più costosi per il sistema sanitario

La crescita della spesa è influenzata anche dall’utilizzo di terapie innovative ad alto costo.

Tra i principi attivi con maggiore impatto economico troviamo farmaci utilizzati principalmente in oncologia e in altre patologie complesse.

Il pembrolizumab raggiunge una spesa di 554,1 milioni di euro.

Il daratumumab arriva invece a 553,5 milioni.

Insieme rappresentano circa il 5,8% della spesa complessiva per gli acquisti diretti.

Seguono altri medicinali innovativi con valori molto elevati.

Semaglutide tra i farmaci a maggiore spesa

Tra i principi attivi con maggiore impatto economico compare anche la semaglutide, con una spesa di 335,4 milioni di euro.

Il dupilumab raggiunge invece 312,4 milioni.

La presenza di nuovi farmaci ad alto valore economico contribuisce alla crescita della spesa complessiva.

Inoltre, alcune terapie vengono utilizzate per periodi prolungati.

La sostenibilità della spesa farmaceutica dipende quindi anche dalla capacità di bilanciare accesso all’innovazione e disponibilità delle risorse pubbliche.

Spesa farmaceutica in Italia 2025: i dati principali

Il quadro della spesa farmaceutica in Italia 2025 può essere riassunto nei numeri più importanti:

  • Spesa farmaceutica totale: 39,3 miliardi di euro
  • Aumento rispetto al 2024: +6%
  • Confezioni dispensate: 1,9 miliardi
  • Cittadini con almeno una prescrizione: 66,9%
  • Spesa pubblica: 28,4 miliardi
  • Quota pubblica della spesa totale: 72,2%
  • Spesa privata dei cittadini: 10,7 miliardi
  • Crescita della spesa privata: +7,5%
  • Prescrizioni di psicofarmaci under 18: +12,1%
  • Prevalenza di utilizzo degli psicofarmaci under 18: 0,64%
  • Minori con almeno una terapia farmacologica: 46,3%
  • Metilfenidato: +28,9%
  • Aripiprazolo: +14,6%
  • Risperidone: +13,3%
  • Sertralina: +9,6%
  • Antinfettivi pediatrici: -21,9%

I numeri mostrano una crescita della spesa accompagnata da cambiamenti importanti nelle modalità di consumo.

Farmaci in Italia: cresce la spesa sostenuta dalle famiglie

L’aumento della componente privata rappresenta uno dei fenomeni più importanti.

I cittadini spendono complessivamente 10,7 miliardi di euro, il 7,5% in più rispetto all’anno precedente.

Inoltre, cresce in modo particolarmente rapido l’acquisto privato di medicinali di classe A.

La spesa sanitaria delle famiglie può quindi aumentare anche quando il numero complessivo di confezioni non cresce.

Prezzi, nuovi farmaci e modalità di rimborso contribuiscono infatti a modificare il valore finale sostenuto dal cittadino.

Spesa farmaceutica in Italia 2025 e psicofarmaci: cosa mostrano i dati

La spesa farmaceutica in Italia 2025 raggiunge dunque il nuovo livello di 39,3 miliardi di euro, con un aumento del 6%.

La spesa pubblica è pari a 28,4 miliardi, mentre i cittadini sostengono direttamente 10,7 miliardi.

Nel corso dell’anno vengono dispensate circa 1,9 miliardi di confezioni e il 66,9% della popolazione riceve almeno una prescrizione.

Tuttavia, uno dei cambiamenti più significativi riguarda i più giovani.

Le prescrizioni di psicofarmaci tra bambini e adolescenti aumentano del 12,1%. La prevalenza raggiunge lo 0,64%, mentre il consumo risulta triplicato rispetto al 2016.

Tra i maggiori incrementi troviamo il metilfenidato con +28,9%, l’aripiprazolo con +14,6%, il risperidone con +13,3% e la sertralina con +9,6%.

Parallelamente, diminuisce del 21,9% l’utilizzo degli antinfettivi nella popolazione pediatrica.

Restano inoltre forti differenze territoriali. Nel Centro Italia l’utilizzo di psicofarmaci tra i minori supera di oltre il 50% la media nazionale, mentre nel Mezzogiorno continua a pesare maggiormente la scelta del farmaco di marca rispetto al generico.

Il quadro del 2025 mostra quindi un mercato farmaceutico in trasformazione. Crescono la spesa complessiva e quella sostenuta direttamente dalle famiglie. Inoltre, cambiano le categorie di medicinali utilizzate, con una particolare attenzione al crescente ricorso agli psicofarmaci tra bambini e adolescenti.